Lula all'UE: viva i biocarburanti, ve li certifichiamo anche!

5-6 luglio 2007: Conferenza internazionale sui biocombustibili a Bruxelles - Lula e BarrosoSi è appena conclusa a Bruxelles la Conferenza Internazionale sui Biocombustibili organizzata dalla Commissione europea per fare il punto su luci e ombre dei carburanti alternativi. La Commissione, che in Europa ha il monopolio dell'iniziativa legislativa, deve infatti capire qual è la strada da seguire nel campo minato delle agroenergie. L'evento è quindi una sorta di mega-audizione pubblica ai massimi livelli ad uso dei legislatori.

Alla conferenza hanno preso parte esperti, ricercatori, imprenditori e ONG da Europa, Asia, Africa, Stati Uniti e America Latina. La Commissione è intervenuta ai ranghi più alti, con il suo Presidente Barroso e con i commissari Benita Ferrero Waldner (relazioni esterne e politica europea di vicinato), Peter Mandelson (commercio), Andris Piebalgs (energia) e - immancabile - Stavros Dimas, commissario per l'ambiente.
Non poteva poi mancare il Presidente brasiliano Lula, testimonial n. 1 dei biocarburanti.

Lula sa che l'Europa è preoccupata per i possibili danni ambientali che i biocombustibili possono causare. Proprio per questo ha approfittato dell'apertura della grande conferenza europea per fare un annuncio ad effetto: il Brasile sta sviluppando un programma di certificazione dei biocombustibili "che permetterà di dimostrare che tutta la catena di produzione dei biocombustibili del paese rispetta criteri ambientali, sociali e lavorativi".

Come era ovvio, Lula ha difeso i biocarburanti su tutta la linea: "L'esperienza brasiliana dimostra che l'opposizione tra un'agricoltura rivolta alla produzione di alimenti e un'altra alla produzione di energia è sbagliata. La fame nel mio paese è diminuita nello stesso momento in cui aumentava l'uso dei biocombustibili. Le coltivazioni di canna da zucchero non hanno compromesso o dislocato la produzione di alimenti. Sappiamo tutti che non c'è scarsità di cibo nel mondo, c'è bensì scarsità di reddito capace di garantire l'accesso agli alimenti alle popolazioni più povere". In poche parole, Lula ha convinto D'Alema al 100%. Certo, può darsi che convincente sia il fatto che l'Italia con l'ENI vuole diventare il principale distributore in Europa di biocombustibili e che Lula non veda l'ora di vendere le esperienze e le tecnologie di Petrobras.

Lula infatti è venuto in Europa proprio per perorare la causa dei biocarburanti, per i quali vuole costruire un mercato mondiale simile a quello che hanno tutte le commodities.

L'accordo firmato tra ENI e Petrobras prevede infatti coltivazioni in Angola, sintetizzazione di bioetanolo e biodiesel nelle raffinerie Eni di Livorno ed esportazione dei biocarburanti in tutta Europa. D'Alema ha detto ieri che "L’accordo con Petrobras farà dell’Eni il principale produttore di biocarburanti per i mercati europei": è "un’operazione gigantesca".

Per quanto riguarda le accuse ai biocarburanti di favorire la deforestazione, in particolare in Amazzonia, Lula ha detto che "la coltivazione di canna da zucchero occupa meno del 10% dell'area coltivata del paese, cioè meno dello 0,4% del territorio nazionale": un'area molto distante dall'Amazzonia.

Insomma, i giochi mondiali sui biocarburanti si stanno facendo adesso: tutti scoprono le proprie carte e intessono i rapporti che definiranno il mercato dei biocombustibili nei prossimi anni.

» Lula difende la "rivoluzione dei biocarburanti" su La Stampa

» Lula tenta afastar temores europeus sobre biocombustível su BBC Brasil.com

» Biocarburanti, Europa per mercato ecosostenibile su Ansa.it

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