EcoCinema - Le mani sulla città

mani sulla città

I personaggi e i fatti sono immaginari, ma autentica è la realtà che li produce

Le mani sulla città di Francesco Rosi. Con Rod Steiger, Guido Alberti, Marcello Cannavale, Alberto Canocchia, Salvo Randone. Genere Drammatico, b/n, 105 minuti. Produzione Italia 1963.
Un costruttore privo di scrupoli della città di Napoli, finisce nella bufera dopo che la sua ditta, intenta in una demolizione, provoca la distruzione di un intero palazzo abitato. Chi pensava che questo evento avrebbe sancito la fine delle sciagurate opere dell'imprenditore si sbagliava di grosso, visto che grazie ad amicizie e a intrallazzi politici, poprio quest'ultimo riuscirà ben presto a diventare addirittura assessore all'edilizia: la posizione ideale per portare avanti i suoi progetti di speculazione edilizia per il capoluogo campano.

Prendendo spunto da un fatto realmente accaduto (la tragedia nel Napoletano) il film denuncia il fenomeno del boom speculativo legato al mondo dell'edilizia che negli anni '60 (ed ahimé ancora oggi) straziò l'Italia con il beneplacito e i favori della classe dirigente (vanto e fiore all'occhiello del nostro paese). Questo lavoro rappresenta il grottesco e penoso affresco di un paese governato da clientelismi e favoritismi, strette di mano e interessi: nella sua sceneggiatura vi è la sintesi di come (perlopiù) funzionano le cose in italia, ancora oggi. 50 anni sono infatti passati, ma la musica è (quasi ovunque) sempre la stessa, in un paese ostaggio dei "furbi" speculatori di un tempo, e che oggi (proprio come nel film) tengono le redini dell'economia e gestiscono i loro imperi finanziari (in molti casi con pluricondanne giudiziarie sulle spalle). W l'italia, con la i minuscola.

[Pentolaccia]

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