Chevrolet abbraccia la trasparenza sui consumi: FIAT dorme

La Chevrolet pubblicizza i consumi delle proprie auto, mettendo i clienti in condizione di scegliere
A proposito di Green My FIAT 500, ecco una cosina semplice semplice che la casa automobilistica torinese potrebbe fare per acquistare un minimo di credibilità ambientale.

L'americana Chevrolet sul proprio sito internet ha allestito una sezione intitolata "Fuel efficiency": in questa sezione sono presenti tutti i modelli della casa divisi non per tipo, ma per classe di consumi. I veicoli sono divisi in 3 categorie di consumo, misurato in miglia per gallone su percorso autostradale (MPG HWY): da 15 a 24; da 25 a 29 e da 30 in su.
Siccome noi europei siamo abituati ad esprimere il consumo in litri necessari per percorrere 100 km (l/100 km), à la européenne - ed arrotondando pesantemente - le tre categorie sarebbero dunque:

  • da 15,7 a 9,49;
  • da 9,50 a 8


  • da 7,99 in giù.
  • Per ogni modello sono messi in evidenza i consumi sia urbani che autostradali come accertati dall'Agenzia USA per la Protezione dell'Ambiente.
    Certo, le categorie sono disegnate in modo abbastanza furbesco, così da avere il maggior numero di modelli (8) nella categoria di maggiore efficienza (30+ MPG o da 7,99 in giù), ma l'operazione trasparenza è enorme. La Chevrolet ha qualcosa da sbandierare (ben 8 modelli a basso consumo), ma il consumatore ha un'informazione chiara e diretta che gli consente di fare i propri calcoli e trarre le proprie conclusioni.

    Possibile che sul sito FIAT, se si vuole "sapere di più" su un modello, si possa scegliere solo fra le categorie "Design", "Gallery", "Gadget" e "Linea Accessori"? Ma non eravamo arrivati alla fase in cui anche i sassi sapevano del cambiamento climatico?

    Marchionne dipinge la FIAT come un'azienda moderna, con la mentalità di una start-up californiana, ma con i mezzi di una Apple. Ce lo dimostri. Per il momento, tutto ciò che sappiamo è che l'azienda è ecologicamente molto vaga (due esempi lampanti sono qui e qui).
    Le sezioni del sito FIAT riguardanti l'ambiente sono infatti sepolte fra i link e agli uomini del marketing non passa neanche per la mente che il possibile cliente potrebbe avere una coscienza ecologica propria, desiderosa di informazioni da elaborare in modo indipendente.

    No, la FIAT cala dall'alto le proprie iniziative: arrivano dall'alto i motori a basso consumo, la pur lodevole linea Natural Power e persino tanti bei progettini (anonimi) con istituzioni locali e scuole. Tutto per gentile concessione.
    Ma di vecchie, sane e grezze informazioni da dare al cliente perché possa ragionare con la sua testa, non se ne parla. La trasparenza non è di casa ed è un peccato, perché la sfida ambientale si gioca sulle scelte individuali. E la FIAT non aiuta.

    Perché non vuole, o forse perché la mentalità, lungi dall'essere quella che si respira oggi in molte grandi aziende americane, è rimasta agli anni '80?

    Mi sa che Marchionne è troppo occupato a creare spot per la televisione per accorgersi che nel frattempo siamo entrati nell'era del web 2.0...

    Siamo NOI a voler valutare i vostri risultati!

    P.S. Il sito della Chevrolet riserva altre sorprese: fatevi un giro oppure rimanete sintonizzati su ecoblog...

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