Stop all'idroelettrico privato

In Valle Vigezzo non vogliono nuove centrali idroelettriche Stop alle nuove centrali idroelettriche in montagna!
Il presidente della Comunità Valle Vigezzo, Federico Cavalli, spiega all'ANSA le ragioni della ferma opposizione alle nuove centrali per lo sfruttamento energetico dei torrenti: ''Ne stanno sorgendo una decina, un grave danno per l'ambiente e per i nostri corsi d'acqua. In altre zone sono alle prese con la Tav, in Val Vigezzo invece ci sono le centraline idroelettriche che spuntano come funghi. Ne abbiamo già molte, ma in Provincia sono depositate altre dieci richieste di realizzazione per nuovi impianti''.

I mini impianti idroelettrici permettono di ricavare energia rinnovabile mettendo delle turbine nei torrenti. Questa energia viene poi rivenduta facilmente e ci si guadagna abbastanza bene, ma ci sono alcune controindicazioni di carattere ambientale di cui tenere conto, che dipendono dalla struttura della centrale.

La portata minima vitale da assicurare per la sopravvivenza della vita acquatica e' una delle attenzioni che troppo spesso restano solo sulla carta: si tratta di far uscire dalle dighe abbastanza acqua da non lasciare a secco i torrenti nei periodi in cui questi non sarebbero naturalmente in magra. Siamo al solito problema di conflitto tra chi vuole tenere l'acqua in alto, conservata per i periodi in cui la richiesta e' maggiore (estate, rischio blackout) e chi la vorrebbe far scendere a valle secondo le leggi naturali della gravitazione (primavera, piene stagionali) quando la natura e l'agricoltura ne avrebbero bisogno.

Il secondo problema si chiama rampe di risalita per i pesci. Sono dei percorsi alternativi alle condotte forzate con turbina, percorribili dai pesci che vogliano risalire il corso d'acqua. I pesci non passano tutta la vita nello stesso punto, ma si spostano verso monte o verso valle in cerca di cibo o nei luoghi dove avviene la riproduzione. Impedire gli spostamenti dei pesci lungo un corso d'acqua significa impedire loro di vivere e, di conseguenza, alterare gli equilibri lungo tutta la rete trofica.

A battersi contro l'idroelettrico selvaggio, al fianco delle associazioni ambientaliste, ci sono i pescatori e, qualche volta, chi lavora nel turismo. Ci sono cascate che vengono aperte solo il sabato e la domenica, quando il flusso di turisti è maggiore e le richieste di energia idroelettrica minori. Peccato che i pesci non possano trattenere il fiato per tutto il resto della settimana.

  • shares
  • Mail
12 commenti Aggiorna
Ordina: