Ronde contro i cinghiali, gli agricoltori si armano

piano di controllo della fauna selvatica. foto Janex Gli agricoltori della provincia di Perugia hanno chiesto di poter "autogestire" il controllo dei cinghiali.
Le organizzazioni professionali di categoria (Confagricoltura, Coldiretti e CIA) hanno espresso chiaramente la loro intenzione di difendere il loro "diritto di impresa" i cui profitti sono messi a rischio dai cinghiali. Esistono piani di indennizzo per i danni causati dalla fauna selvatica, ma i tempi per ottenerli sono lunghi. Molti agricoltori sono ancora in attesa dei rimborsi per danni subiti nel 2005.

Il conflitto, in questo caso, e' tra agricoltori (che difendono i loro campi) e cacciatori (che vorrebbero boschi pieni di cinghiali). Le associazioni agricole chiedono di potersi difendere in prima persona, con azioni preventive (che mi par di capire si traducano in "lasciateci imbracciare il fucile e il problema cinghiali ce lo risolviamo da soli"). I cacciatori non gradiscono che siano altri a "divertirsi" al posto loro e qualcuno arriva anche a salvare i cinghiali dai piani di abbattimento in corso in questo momento per poter sparare loro a settembre, all'apertura della caccia.

La risposta delle istituzioni, nella persona dell'assessore Buconi, e' stata quella di organizzare dei "gruppi di controllo del cinghiale" a cui partecipano agricoltori e cacciatori, che affiancheranno le pattuglie già operative dei volontari e della polizia provinciale. I gruppi saranno attivi nei periodi di massimo interesse agricolo.

Personalmente penso che i periodi di massimo interesse agricolo non coincidono esattamente con quelli della caccia al cinghiale. Immagino ci sarà una estensione del periodo di caccia o si daranno dei permessi speciali.
Altro pensiero: gli agricoltori che volessero "difendersi" dai cinghiali potrebbero farlo mettendo delle recinzioni, invece che seminando piombo nei boschi. In provincia di Alessandria lo fanno, insieme a dei foraggiamenti dissuasivi che trattengono i cinghiali nei boschi, lontani dai campi. Pare che funzioni... anche se mettere una rete non e' "divertente" come sparare e quindi non e' una soluzione che garba a tutti.

Via | Corriere Regione Umbria

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