L'elefante che parla il coreano

elefante parlante

Cari amici di Ecoblog, dopo la giovane balena NOC in grado di imitare il linguaggio umano a causa della vita in cattività e dello stretto contatto con gli umani nei primi anni di vita, oggi vi presentiamo un altro animale capace addirittura di pronunciare alcune parole.

Si tratta dell'elefante che vedete nella foto qui a lato: si chiama Koshik e vive all'Everland Zoo, in Sud Corea. I ricercatori dell'Università di Vienna, coordinati da Angela S. Stoeger e Daniel Mietchen, hanno scoperto che questo elefante è in grado di parlare in coreano, pronunciando abbastanza distintamente cinque parole.

Il vocabolario dell'elefante si compone per l'esattezza di questi termini: "annyong" ("ciao"), "anja" ("seduto"), "aniya" ("no"), "nuo" ("sdraiati"), and "choah" ("bene"). Due proprietà fondamentali del linguaggio umano, spiega la Stoeger, sono il timbro ed il tono. Questo elefante, sorprendentemente, riesce ad imitare il timbro ed il tono dei suoi addestratori. Una capacità ancora più sorprendente se si pensa alle enormi differenze anatomiche che esistono tra il tratto vocale di un elefante e quelle di un uomo. Lo potete ascoltare qui.

Rispetto ad altri elefanti Koshik riesce ad imitare le voci umane, a dispetto della laringe larga e della mancanza di labbra che predispone questi animali a produrre suoni con tonalità molto più basse. In passato sono stati segnalati casi analoghi di elefanti, sia africani che asiatici, in grado di imitare discorsi in kazako o russo, o rumori forti come quelli prodotti dal motore di un camion. Tuttavia, nessuno studio aveva mai documentato questi episodi.

La ricerca pubblicata sulla rivista Current Biology ha appurato le capacità di linguaggio dell'elefante, chiedendo ad un gruppo di nativi coreani di scrivere le parole ascoltate durante la riproduzione dei discorsi di Koshik. Ovviamente l'elefante non è consapevole di quello che dice o almeno: gli scienziati non sono in grado di dimostrarlo. Secondo i ricercatori ha imparato a parlare nei suoi primi anni di vita allo zoo, quando era l'unico elefante presente nella struttura e le sue uniche interazioni sociali erano con gli umani. L'ennesima testimonianza della violenza a cui si condannano questi animali negli zoo. Gli elefanti hanno bisogno di vivere in gruppo ed interagire con i loro simili. Negli zoo, invece, sono spesso condannati alla solitudine.

Foto | Credit Current Biology, Stoeger et al.

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