Daisyworld e cambiamenti climatici

Margherite e cambiamenti climatici nel modello Daisyworld. foto BcballardUna delle ipotesi di lavoro di James Lovelok, padre con Linn Margulis della teoria che descrive il nostro pianeta come un sistema capace di autoregolarsi di nome Gaia, partiva da un pianeta coperto solo da margherite chiare e scure. La sola presenza di due varietà di margherite bastava a regolare il clima. Cambiamenti cromatici possono indurre cambiamenti climatici, come dicevamo ieri a proposito del bianco.

All'inizio della simulazione di Daisyworld, le margherite chiare sono tante quante le scure, la superficie del pianeta e' mediamente grigia. Se la temperatura di Daisyworld si alzava un pochino, le margherite chiare, soffrendo meno il caldo di quello scure, prendevano il sopravvento.

Piano piano la superficie del pianeta si copriva di margherite chiare e questo fatto ne aumentava l'albedo (aumentava la quantità di radiazione riflessa) e questo fatto, a sua volta, rallentava l'aumento della temperatura, mantenendola a lungo entro limiti accettabili per la vita delle margherite.

In caso di diminuzione della temperatura, erano le margherite nere ad essere avvantaggiate, a prendere il sopravvento, a scurire la superficie del pianeta e a rallentare il raffreddamento, smorzando le variazioni di temperatura molto più a lungo di quanto non sarebbe accaduto in un pianeta senza margherite.

Questo semplice modello matematico può essere reso più complicato inserendo conigli che brucano le margherite e volpi che predano i conigli. Ognuna di queste aggiunte rende più stabile il sistema, ovvero ne amplifica le capacità di termoregolazione. Daisyworld, oltre alle interazioni tra specie viventi e parametri climatici, spiega come mai la biodiversità e il corretto funzionamento delle reti trofiche siano vitali per il mantenimento delle condizioni di abitabilità del pianeta.

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