MDC e Legambiente: ecco l’Italia a Tavola tra truffe e contraffazioni alimentari

Copertina Italia a tavola 2007 Il tema della sicurezza alimentare è molte volte legato a quello dell’ambiente. Pensiamo ai prodotti agricoli cresciuti su terreni inquinati o alle vongole e cozze pescate in acque altamente sporche tanto da essere ritenute pericolose per la salute, e poi vendute per molluschi di alta qualità. Vere e proprie frodi alimentari protagoniste del rapporto sulla sicurezza alimentare Italia a Tavola 2007 presentato oggi a Roma dal Movimento Difesa del Cittadino (MDC) e Legambiente. Le truffe sono tra le più varie: dalle bufale dopate con la somatripina nel casertano al caso del caviale scaduto per un valore di 500mila euro, dal Pinot Grigio Igt del Veneto contraffatto con comune vino da tavola di bassa qualità alle 20 tonnellate di arachidi di produzione cinese confezionate in scatole che riportavano indicazioni di tracciabilità italiana.

Schifezze a parte, nel rapporto ci sono anche tanti numeri che ci dovrebbero tranquillizzare visto che testimoniano che i truffatori vengono scoperti. Più di 200mila le ispezioni tra Nas, Ispettorato per il controllo della qualità dei prodotti, Guardia Costiera, Corpo Forestale e Ministero della Salute. In particolare, sequestri dei Nas per oltre 52milioni di euro, circa 40 persone arrestate e 861 strutture chiuse per motivi di salute pubblica. Il settore più problematico è quello delle carni e allevamenti: 1.215 infrazioni penali, 35 persone arrestate e 174 strutture chiuse. Sono circa 3.500 gli operatori irregolari e oltre 500 i sequestri effettuati invece dall’Ispettorato.

E ancora: circa 70 i sequestri penali, 20 i reati accertati e 21 le persone denunciate dal Corpo Forestale, 2.874 notifiche pervenute al Ministero della Salute tramite il sistema di allerta comunitario e oltre 213mila i chilogrammi di prodotto ittico sequestrato e 11.615.731 le sanzioni irrogate dalla Guardia Costiera.

Dura la vita dei truffatori alimentari. Ma altrettanto dura la nostra di noi consumatori sempre più ignari di ciò che ci capita nel piatto. Per questo chiediamo più informazioni che ci rassicurino e ci permettano di difenderci. Secondo una indagine campionaria svolta dal Movimento Difesa del Cittadino il 96% degli intervistati considera, infatti, molto o abbastanza importante l’indicazione dell’origine in etichetta (al momento obbligatoria solo per il pollo, i bovini, la frutta e verdura fresche, la passata di pomodoro, le uova, il miele, il latte fresco e il pesce). E la cosa andrebbe a favore del Made in Italy: l’86% degli intervistati si dichiara infatti disposto a spendere di più per un prodotto italiano. Più informazioni sulle etichette ma più informazione anche tra i consumatori. Solamente il 60% è in grado di riconoscere un DOP mentre un italiano su 5 non ne ha la minima idea e oltre l’80% degli intervistati crede per il maiale sia obbligatorio indicare la provenienza.

L’indagine analizza poi la fiducia degli italiani sia nei confronti dell’informazione in tema di sicurezza alimentare che dell’operato svolta dagli organi preposti. Per il 45% del campione l’attività svolta dai media è allarmista e disorientante. Meno male che solo il 7% si fa influenzare da quello che dicono i giornali e la tv (la penseranno così anche i produttori avicoli stroncati dalla “psicosi aviaria?). Per quanto riguarda controlli e interventi, invece, tra i soggetti che si occupano di sicurezza alimentare la maggiore fiducia riscuotono gli istituti scientifici (83% alta+media) seguiti da gli organi di controllo, come i Nas, e dalle associazioni a tutela dei consumatori.

» indagine "Informazione, tutela e qualità dei prodotti: quanto e di chi si fidano gli italiani?"
» rapporto "Italia a Tavola 2007"

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