Tonno: il futuro per un sushi

Sul sito di Galileo ho visto un articolo sul rischio d'estinzione per i tonni, apparso a seguito di una ricerca pubblicata su Nature (non archiviata liberamente).

Secondo l'Iccat, dal 1970 a oggi, gli esemplari di tonno dell'Atlantico ovest sono diminuiti dell'80 per cento. In Giappone, dove la carne tenera e saporita del tonno pinna azzurra è molto richiesta per la preparazione di sushi e sashimi, i ristoratori possono arrivare a pagare fino a 100 mila dollari per un esemplare gigante da 700 chili.

E' un tema attuale in questo periodo dell'anno, interessante anche per le strane dinamiche di cui parla Alberto:

Ormai nel mediterraneo la mattanza viene fatta dalle cosiddette "tonnare volanti": enormi navi con radar, per lo più battenti bandiera coreana e al soldo dei giapponesi. Seguono i branchi di tonni e calano velocemente le reti, razziando migliaia di tonni in un giorno. Il tonno pinna rossa del mediterraneo è considerato pregiato dai nipponici sushi-dipendenti, disposti di pagarlo anche 150-200 euro al kg. Quindi le tonnare come quella di Favignana vengono allestite principalmente per motivi turistici e se non ci sono i fondi non vengono nemmeno fatte (come è successo a Favignana negli ultimi anni).

Oggi ne parla anche Gustoblog, per due libricini appena usciti.

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