Rapporto "Incendi e legalità": l'Italia brucia sempre meno

Rapporto Incendi e Legalità Oggi è stato presentato il Rapporto Incendi e Legalità, stilato dal Corpo Forestale dello Stato e da Legambiente. La notizia è che rispetto agli anni passati si nota un miglioramento della situazione, meno incendi e meno ettari di boschi bruciati. Non mancano le eccezzioni, rappresentate da Calabria e Sicilia.

Nel 2006 sono stati contati oltre 5.643 incendi, che hanno mandato in fumo quasi 40mila ettari di bosco. L'anno precedente i numeri erano più alti, quasi 8mila incendi e 47,5mila ettari distrutti. I comuni italiani interessati sono stati poco più di 1.300, contro i 1552 del 2005.
Visti così i numeri sono buoni, e confermano i passi avanti fatti sia nella prevenzione che nelle modalità e tecniche di intervento in caso di incendio.

Come dicevo, ci sono delle eccezzioni. In Calabria sebbene sia diminuito il numero di incendi è aumentato la quantità di ettari bruciati, quasi 8mila. In Sicilia invece sono aumentati notevolmente entrambi i dati (935 incendi per 13.470 ettari bruciati). Al terzo posto delle regioni più bruciate si trova la Sardegna, ma con enormi miglioramenti rispetto al 2005 (da 3mila a 680 incendi, da 13mila a 4mila ettari bruciati).
Tra le regioni messe meglio, il Trentino Alto Adige con soli 6 ettari di boschi distrutti da 64 incendi, e la Valle d'Aosta, con 19 incendi che hanno bruciato 92 ettari di bosco.

Tutti questi incendi nel 2006 sono stati per il 60% di origine dolosa e 15% colposa, mentre solo il 3% è dovuto a cause naturali e l'1% accidentali. Rimane un 21% di incendi per i quali non è stato possibile risalire alla causa.
Forse è superfluo ricordare che dietro le cause dolose di incendio spesso ci sono interessi economici e speculativi, legati anche alla criminalità organizzata, oltre a una strana "illusione di creare posti di lavoro connessi alle attività di spegnimento".

Il rapporto parla anche dell'attività investigativa del Corpo Forestale, oltre 131.000 controlli sul territorio in 4 anni che hanno portato a 256 sequetri, 1.459 persone identificate, 63 arresti, e oltre 500mila multe effettuate.

via | Legambiente

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