La diaspora ambientalista secondo Repubblica

Un benvenuto a Eugenio Orsi, che comincia a scrivere per Ecoblog con un commento all'editoriale di Giovanni Valentini, oggi su Repubblica.

L'inedito e duro scontro fra le associazioni ambientaliste Legambiente ed Italia Nostra ha prodotto un onda lunga che ha nuovamente conquistato la prima pagina di un quotidiano nazionale.Oggi infatti La Repubblica ospita un editoriale a firma di Giovanni Valentini intitolato "La diaspora ambientalista" che inizia con l'augurio che il "male" della polemica sulla metro C di Roma non sia venuto solo per nuocere. Dopo un lungo e compassato elogio all'ambientalismo in senso lato, Valentini propone di creare un nuovo
tavolo di confronto in cui tutte le associazioni ambientaliste arrivino a trovare una sintesi unitaria. Già ma quale?

Valentini non si esprime con parole esplicite e programmatiche, ma con garbo e vellutata diplomazia. "L'ambientalismo italiano non può rifugiarsi (.) in un 'castello incantato' dove custodire le
risorse naturali e i beni artistici come i codici miniati dei monaci benedettini". E a seguire l'editorialista passa in rassegna la sua idea di ambientalismo che i più smaliziati si saranno accorti riecheggiare non poco
quella di ambientalismo "scientifico" e "moderno" di cui Legambiente vuole essere ambasciatrice.

Nella sintesi culturale proposta dal giornalista serve realismo e non c'è spazio per le divisioni fra 'vecchio' e 'nuovo' ambientalismo; l'ambiente dev'essere a servizio dell'uomo, non l'uomo dev'essere sottomesso all'assolutismo dell'ambiente. Guarda a caso Giovanni Valentini figura anche fra gli autori del recente rapporto annuale di Legambiente Ambiente Italia 2005.

Non serve essere dei politologi per notare che dietro lo stile ponderato ed equilibrato dell'editoriale di oggi, si nasconde una sana e vigorosa bordata al bersaglio di Italia Nostra.

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