Meno pilu per tutti, la nuova campagna Lush contro le pellicce

campagna_contro_pellicceNo agli animali uccisi in nome della moda: Lush continua la sua battaglia per fermare la carneficina perpetrata dall'industria delle pellicce, lanciando in collaborazione con Animal Amnesty una nuova campagna nazionale: Meno pilu per tutti.

Il brand di cosmetici cruelty free ieri ha rappresentato una scena del crimine a Milano per mostrare cosa c'è dietro la morbida pelliccia: il sangue ed il dolore di un animale nudo, privato della sua dignità e assassinato per il suo mantello. Tra i performers, ha prestato il suo contributo anche l'attrice Loredana Cannata.

L'iniziativa è stata presentata ieri proprio perché con l'arrivo della stagione invernale ovviamente aumenta l'impiego di pelo nei capi di abbigliamento. Come spiega la Lush, invitando a non comprare pellicce e indumenti con inserti in pelo, sono migliaia gli animali uccisi ogni anno per fornire materie prima all'industria della moda:

La campagna MENO PILU PER TUTTI intende sensibilizzare le persone sull’inutilità dell’uso di pelo animale nella moda. Ogni anno più di un miliardo di visoni, volpi, procioni, conigli, cincillà, foche e altri animali vengono uccisi per il loro pelo. Non solo delle pellicce, ma anche quello contenuto nel collo, nel cappuccio o nei polsini dei cappotti. Questi animali trascorrono la vita in gabbie microscopiche e sporche per poi essere uccisi nei modi più cruenti. Oppure vengono braccati in natura, strappati al proprio habitat e alle loro famiglie e uccisi barbaramente.

Potete firmare la petizione per vietare la produzione e la commercializzazione delle pellicce in Italia sul portale Firmiamo. Chi possiede una pelliccia e indumenti con inserti in pelo, inoltre, potrà abbandonarla in una delle botteghe Lush: servirà a riscaldare i cuccioli rimasti orfani e al freddo, privati della mamma, assassinata proprio per quella stessa pelliccia che in natura ha la funzione di riscaldare gli animali e la loro prole, non noi.

Foto | Lush su Facebook

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