L'inquinamento uccide: meno delle sigarette ma uccide

Luigi Bisanti, Direttore del Servizio di Epidemiologia dell'Asl di Milano, ha presentato una relazione che aveva per oggetto l'impatto dell'inquinamento atmosferico sulle condizioni di salute della popolazione del capoluogo lombardo.

Prendendo in considerazione il periodo del quinquennio 2004-2009, e mettendo in relazione picchi di smog e numero di decessi e ricoveri ospedalieri, si è potuto così tracciare una prima mappatura dell'incidenza dello smog sulla qualità della vita (e della morte) dei cittadini:

Già quindici anni fa si avevano tutti gli studi per ispirare le policies delle autorità: non ci sono scuse. L'azione tossica dello smog sull'organismo umano è nota fin dalla metà del secolo scorso

ha affermato l'epidemiologo.

Secondo lo studio presentato da Bisanti tra il 2004 e il 2009, per ogni incremento di 10 mcg/m3 di Pm10 è stato documentato lo 0,8% in più di decessi nello stesso giorno o nei due giorni successivi; risultati simili sono stati registrati anche in corrispondenza degli aumenti del Pm2.5 e del NO2, rispettivamente dello 0,7% e dell'1,4%.

Gli effetti non sono immediati: utilizzando modelli di analisi che prendono in considerazione un esposizione prolungata allo smog nel periodo 2004-2009 dicono che se le concentrazioni di Pm2.5 avessero subito in quel quinquennio una riduzione del 20% rispetto ai valori effettivamente registrati sarebbero stati evitati annualmente 477 decessi.

Non tutti muoiono di inquinamento, come spiegato da Bisanti:

Muore di inquinamento chi per anni o per decenni ha subito la lenta azione dei tossici ambientali sul cuore (infarto, aritmia), sui polmoni (cancro, fibrosi) e chi, indipendentemente dall'età, si trova a dover fronteggiare improvvisi innalzamenti delle concentrazioni degli inquinanti, essendo temporaneamente o definitivamente in una condizione di minor resistenza agli insulti ambientali.

Certo, è peggio fumare che non essere residente a Milano: il rischio relativo correlato allo smog è molto basso ma la base su cui si produce l'effetto è larghissima e rende evidente il motivo per cui sottovalutare lo smog è assolutamente sbagliato.

Via | Ansa

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