Legambiente: i laghi stanno peggio del nostro mare

Lago di Albano Ecoblog ha seguito passo passo il viaggio della Goletta Verde di Legambiente alla ricerca della salute delle acque di balneazione marine della nostra penisola. Oggi tocca ai laghi con i dati della Goletta (appunto) dei laghi-Cigno Azzurro. Il risultato non è positivo: il 70 % dei prelievi effettuati risulta infatti inquinato. In tutto 20 i laghi esaminati in 8 regioni d’Italia per un totale di oltre 150 prelievi. I parametri monitorati sono quelli microbiologici (coliformi fecali, streptococchi fecali/enterococchi intestinali, escherichia coli), chimico-fisici (temperatura dell'acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità/salinità, trasparenza) e viene inoltre verificata la presenza di materiale e di tensioattivi.

Tra i più inquinati di tutti il lago Trasimeno in Umbria. Qui i cambiamenti climatici, con l’aumento delle temperature di questi ultimi mesi, si sono fatti sentire sia per la scarsa profondità del lago che per l’assenza di piogge. La rilevazione è avvenuta però dopo un periodo di forti piogge che hanno messo in ginocchio la rete fognaria. Il risultato è stato che tutti i prelievi erano inquinati al 100% da coliformi fecali. Anche in Piemonte i dati non sono tra i migliori: il 70% dei campioni analizzati sul lago Maggiore è risultato fuori dai limiti, inquinate tutte le acque sul lago di Lugano. Altra maglia nera va al lago d’Idro non balenabile da oltre un anno. Qui il problema è l’alga tossica, ma non solo. Qui, sul sito di un’associazione nata per salvare il lago, la storia del degrado.

Nel Lazio è il lago di Bolsena a preoccupare, “con valori dei coliformi fecali che in tre punti hanno superato di oltre cinque volte i limiti di legge e alte concentrazioni di ossigeno disciolto, segno di un alterato stato ecologico del bacino. Per rimuovere ogni forma di inquinamento riscontrata in tutti i laghi laziali monitorati è fondamentale completare la rete di depurazione, come fatto negli anni scorsi sul lago di Bracciano, risultato in buono stato anche l’anno scorso”, ha detto Stefano Ciafani, responsabile scientifico nazionale di Legambiente.

In generale, per il direttore generale dell’associazione, la “situazione è estremamente preoccupante: i laghi italiani stanno molto peggio del nostro mare. Ci è sembrato di rivivere le prime edizioni di Goletta Verde, quando lo scarico dei reflui fognari in mare era la norma. Occorre in primo luogo investire sulla depurazione e lavorare per diffondere le buone pratiche agricole che riducano sempre di più il ricorso alla fertilizzazione chimica e l’eccessivo prelievo per irrigazione. Per questo è necessaria una sinergia forte tra amministratori locali, operatori economici e Governo nazionale per fare in modo che anche i laghi possano riscattarsi dallo stato di inquinamento, così come è successo negli ultimi vent’anni in molti tratti di mare”.

Via | Goletta dei laghi

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