EcoDilemma: Economia dell'idrogeno: futuro della civiltà umana o bufala?


Puntuale come un orologio, torna EcoDilemma, la rubrica che punta a dividere gli ecologisti... ed a chiarirsi le idee.
Uno degli argomenti che più causa discordie tra gli ambientalisti è quello delle celle a combustibile, che dovrebbero essere la next big thing in fatto di mobilità personale.

Per alcuni l'economia dell'idrogeno salverà il pianeta: potremo continuare a vivere come viviamo adesso - facendo cioè un grande uso di energia, che oggi viene in massima parte da petrolio e carbone - senza però usare carburanti fossili. Fra i sostenitori più noti dell'idrogeno vi è lo scrittore americano Jeremy Rifkin, che ripete frasi come: "La temperatura del pianeta sta continuando ad aumentare. Sappiamo che ciò dipende dai combustibili fossili. E l’idrogeno è la nostra unica via d’uscita".

All'estremo opposto si collocano invece i complottisti, coloro che sostengono che l'idrogeno non è che un mito fomentato da case automobilistiche e industria petrolifera per deviare l'attenzione dalle soluzioni già oggi disponibili in vista di un mitico eldorado che mai arriverà. E' questa la tesi sostenuta ad esempio dagli autori del famoso documentario prodotto dalla Sony "Who Killed the Electric Car?", secondo cui le case automobilistiche usarono il miraggio dell'idrogeno per distogliere lo Stato della California dalle proprie leggi che obbligavano a sviluppare veicoli elettrici.
Secondo questi scettici, la tattica della lobby pro-fossili è quella di promettere un futuro radioso come carota, allontanando sempre nel tempo la sua realizzazione pratica. Un esempio di questa tattica sono annunci di questo tipo (su Repubblica) o di questo (Kataweb Motori, che annuncia la Panda ad idrogeno e poi ne pospone la diffusione nel mercato "di qualche lustro") o ancora questo su ecoblog.

Un'altra posizione sempre scettica, ma meno complottista, è quella di chi ritiene l'idrogeno una perdita di tempo, perché tecnicamente le celle a combustibile presentano problemi irrisolvibili e comunque non saranno mai economicamente convenienti rispetto ad altre forme di mobilità sostenibile (elettrico in primis, che permette una grande efficienza). Capofila indiscusso di questa scuola è Ugo Bardi, Presidente di ASPO Italia, che in passato ha lavorato sull'idrogeno ed ha scritto delle concise ma significative "Confessioni di un idrogenista pentito". Grande nemica dell'idrogeno - e grande fan di Ugo Bardi - è anche Debora Billi del blog Petrolio, che dedica all'argomento post di questo tenore (dove trovate un piccolo elenco di svantaggi e di difficoltà tecniche legate all'idrogeno). L'argomentazione principale di chi sostiene l'impraticabilità dell'idrogeno è la seguente: l'idrogeno non solo comporta enormi difficoltà tecniche per produzione e trasporto, ma - anche se si risolvessero i problemi tecnici - l'idrogeno rimarrebbe comunque non una fonte di energia, ma semplicemente un metodo inefficiente per il TRASPORTO di energia, che in qualche modo va prodotta. La stessa cosa vale per l'elettrico, ma - si dice - l'elettrico presenta molti meno problemi ed è più efficiente. Altra critica è quella che la cella a combustibile converte idrogeno in energia elettrica in loco (sull'auto), non rendendo possibili economie di scala da questo punto di vista.

Insomma, il dibattito tra i cuori verdi è aperto: voi che ne pensate?

P.S.: L'Ecodilemma della scorsa settimana sull'aria condizionata si è concluso con un 11% di sì incondizionati (!) ai condizionatori, un buon 25% di duri e puri no all'aria condizionata ed un 63% di OK, ma con moderazione.

  • shares
  • Mail
20 commenti Aggiorna
Ordina: