Russia alla conquista dell'Artide

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L'Artide è suolo russo. Così come russi "per diritto" sono tutte le risorse (sembra abbondanti) di idrocarburi e GAS presenti nei suoi fondali.
O almeno questo è quello che sostiene il Cremlino dopo la recente spedizione sottomarina il cui scopo principale era quello di provare una connessione di una "fantomatica" catena montuosa sottomarina che partendo dalle coste russe si estende fino al mare artico. (Ne avevamo parlato su ecoblog qualche tempo fa)

La convenzione ONU che stabilisce i vincoli di proprietà parla chiaro: sono rivendcabili (e pertanto sfruttabili) i territori sottomarini che si estendono a 200 miglia dalla costa, ma se uno stato dimostra che la sua piattaforma continentale si estende oltre tale limite può rivendicare pure questa porzione.

E si tratta proprio di quello che la Russia sta cercando di provare. Gli scenari ovviamente sono più che inquietanti: col Global warming che incalza (grazie soprattutto alle emissioni dovute al consumo di idrocarburi) territori prima ostili e inospitali, come l'Artide, adesso e in futuro, saranno sempre più "sfruttabili" (per fare cosa? ma ovviamente per estrarre altri combustibili fossili).

Tutto sommato fa "piacere" constatare che mentre c'è una parte di pianeta che si preoccupa per lo scioglimento dei ghiacci e la "morte" dell'Antartide, c'è qualcuno che viceversa festeggia a champagne e caviale. Beati loro.

via newsvine

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