IVA al 5% per le merci "verdi": proposta anglo-francese

Abbassiamo l'IVA per le merci verdiIVA ribassata al 5% per le merci “verdi”: è questa in sostanza la proposta del grande showman europeo nonché neo-Presidente della Repubblica Francese Nicolas Sarkozy e del Primo Ministro britannico in cerca di pubblico Gordon Brown. Al contrario di quanto avvenuto in Italia, nella campagna elettorale francese, l’ambiente è stato una delle tematiche più importanti e Sarko - seguendo il vento verde - ha fatto grandi promesse sul fronte ecologico.

"Non è normale che un'auto che inquina costi meno di un'auto che non inquina" ha dichiarato Nicolas Sarkozy il 20 luglio.

Questa proposta anglo-francese non cade dal nulla. La Commissione europea - nella persona del Commissario alla fiscalità e all’unione doganale László Kovács - sta pensando ad una riforma del regime fiscale europeo dell’IVA. Attualmente, infatti, nell’Unione europea l’IVA è parzialmente armonizzata: la base imponibile è comune e l’aliquota non può essere inferiore al 15% in nessuno Stato Membro, salvo però una miriade di eccezioni, concesse agli Stati membri per diverse categorie di servizi e di merci, fra cui quelle a vocazione sociale o culturale. Un puzzle di eccezioni che rende difficile operare sui vari mercati europei e che crea grosse distorsioni economiche: Kovács vorrebbe quindi ridurre le eccezioni al minimo e semplificare il sistema. La cosa più importante per evitare la concorrenza sleale è che le eccezioni siano le stesse in tutti i paesi dell’Unione. Se dalle consultazioni che Kovács sta avendo uscirà qualcosa di presentabile, la Commissione dovrebbe produrre una proposta legislativa fra fine 2008 ed inizio 2009. Al momento dunque la battaglia non è nemmeno cominciata, ma già si stanno affilando i coltelli. E' importante muoversi per tempo ed avere obiettivi chiari, perché il negoziato in seno all'UE sarà durissimo. In materia fiscale infatti ogni singolo Stato membro dell'Unione ha potere di veto. Da qui l’uscita dei leader dei paesi bagnati dal Canale della Manica: la miglior difesa - si sa - è l'attacco.

Sarkozy vuole abbassare le tasse ai ristoratori, la Gran Bretagna vuole mantenere le molte esenzioni IVA per merci a finalità sociale come i medicinali. È il momento quindi che anche gli ambientalisti affilino i coltelli e colgano l’assist dell’inedita coppia Brown-Sarko. È inevitabile e ragionevole infatti che nel lungo periodo le eccezioni IVA siano uniformate a livello europeo. Se i gruppi di pressione ecologisti vogliono ritagliare uno spazio per le merci verdi e contribuire a definire quali merci sono da considerarsi “verdi” devono muoversi adesso e seguire tutto l’iter della proposta finché non sarà arrivata in porto.

Britannici e francesi chiedono un’IVA ribassata al 5% per merci che rispettino determinati criteri di risparmio energetico, come le lampadine fluorescenti, i materiali isolanti, gli elettrodomestici a basso consumo e le automobili a basse emissioni di CO2. È chiaro fin da subito che la chiave di tutto sta proprio nel decidere quali merci sono da considerarsi ecologiche: se le inclusioni sono disegnate nel modo giusto, un’IVA ribassata può essere un importantissimo motore per la ricerca e la diffusione di tecnologie pulite. Se invece le inclusioni sono disegnate male, la proposta può diventare l'ennesima distorsione di mercato senza vantaggi per l'ambiente.

Senz’altro è necessario che l’emergenza climatica sia riconosciuta a pieno titolo come degna di una speciale attenzione fiscale al pari delle finalità sociali e culturali. Ottimo segno l’interessamento in questo senso dei due capi di Stato: peccato che come al solito l’Italia latiti. I "temi del giorno" da noi sono ben altri.

» Iva ridotta sui prodotti ‘verdi’. La proposta arriva da Gran Bretagna e Francia su e-gazette
» UK fights to keep lower VAT su The Guardian
» Taxe "écologique" : Brown et Sarkozy unissent leurs efforts su Euractiv
» Commission seeks unified VAT rates su Euractiv

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