Dopo l'incendio: come tornano le piante

coni del pino d'Aleppo. germinazione post incendioIl recupero dopo un incendio dipende criticamente da molti fattori: estensione dell'incendio, calore sviluppato, specie presenti, regime climatico nei mesi successivi, presenza di ulteriori stress (pascolo, altri incendi, malattie...) e dalla morfologia del terreno.

Se l'incendio e' stato molto ampio e molto forte, il bosco deve rinascere o dai semi che già si trovavano nel terreno (se non sono bruciati) o da quelli prodotti dalle piante ancora vive, ai margini. Si possono notare delle colonizzazioni differenziali, a seconda della distanza che i semi sono in grado di percorrere. I semi portati dal vento arriveranno anche al centro dell'incendio mentre quelli poco mobili, caduti dalle piante madri, resteranno ai bordi.

Se un secondo incendio passa a far piazza pulita delle pianticelle pochi anni dopo il primo, prima cioè che le giovani piante abbiano avuto il tempo di produrre a loro volta dei semi, le specie che si riproducono per seme non avranno a disposizione nuovi semi per germinare e il secondo incendio avrà l'effetto di eliminare la specie. Questo problema si vede bene con i pini di Aleppo (Pinus halepensis); il calore favorisce l'apertura dei coni e la germinazione dei semi, ma una volta che la riserva di semi ha originato una colonia coeva di pini, il secondo incendio e' fatale. La biocenosi nelle zone frequentemente incendiate ha una dominanza di specie che si riproducono per polloni o di specie a diffusione anemocora (abbiamo visto gli adattamenti riproduttivi della macchia mediterranea agli incendi due giorni fa).

Il pascolo ha un effetto di selezione sulle specie presenti. Quelle gradite agli animali spariscono e si diffondono quelle in grado di proteggersi con spine o sapori sgradevoli.

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