Dopo l'incendio: cosa succede al suolo

dopo uin incendio il suolo e' esposto all'erosione

Continuiamo la trattazione degli effetti degli incendi boschivi (ieri parlavamo di come si sono adattate alcune specie della macchia mediterranea), osservando un incendio dal punto di vista pedologico.

I suoli sopra i quali si e' sviluppato un incendio diventano meno plastici, meno porosi e perdono coesione. In ambito mediterraneo e' stato osservato il formarsi di uno strato idrofobo negli strati superficiali del suolo, in seguito a forti incendi. Ciò che si deposita sopra questo strato viene dilavato con facilità dalle piogge.

Le piogge, in un regime climatico mediterraneo, arrivano in autunno, dopo la siccità primaverile ed estiva, e insistono su suoli aridi e spogli. La forza con cui le gocce arrivano al suolo, non rallentate dalla vegetazione (chiome, arbusti, erbe), è maggiore che in condizioni normali. La mancanza di lettiera (foglie secche) al suolo è un ulteriore mancanza di protezione per la terra, che viene colpita direttamente.

Il primo autunno dopo un incendio e' quindi il più pericoloso dal punto di vista degli smottamenti. Il rischio diminuisce all'aumentare della copertura vegetale, che richiede come minimo 2-4 anni. Nel lasso di tempo in cui il terreno resta scoperto, l'erosione del suolo e' circa 100 volte maggiore (secondo Storey e de Bano1968) oppure oscillante tra le 35 e le 5 volte maggiore che in un suolo protetto da foresta (secondo il Ministero dell'ambiente). Esiste una correlazione esponenziale tra le dimensioni dell'area bruciata e l'erosione.

Il dilavamento superficiale rimuove anche i nutrienti resi disponibili dalla combustione.

» Fattori determinanti la propensione al dissesto in aree percorse da incendi boschivi. Ministero dell'Ambiente
» Utilità della copertura forestale contro il dissesto idrogeologico tratto da Dissesti, Torrenti e Boschi (Regione Piemonte)

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