Incendi in Italia: la mappa del rischio

distribuzione del rischio di incendi in Italia

La mappa in figura riporta il rischio di incendio in Italia, secondo il sito incendiboschivi.org. Le provincie in rosso sono quelle in cui "il rischio permanente o ciclico di incendio minaccia gravemente l'equilibrio ecologico, la sicurezza delle persone e dei beni o contribuisce all'accelerazione dei processi di desertificazione delle superfici rurali."

Termino la parte naturalistica sugli incendi (nei giorni scorsi abbiamo visto le tipologie, gli adattamenti della macchia mediterranea, gli effetti sui suoli e le modalità dei ripopolamento vegetale, per passare a quella "umana". Il Corpo Forestale dello Stato, insieme a Legambiente, hanno stilato un rapporto sul legame tra incendi e illegalità in Italia. Tra gli altri dati sugli incendi di cui avevamo già parlato, leggo il seguente passaggio: "Nel corso del 2006 in tutta Italia sono andati in fumo quasi 40.000 ettari di territorio a causa di 5.643 incendi boschivi, di cui il 60% appiccati intenzionalmente da incendiari per varie ragioni tra cui la speculazione e l’illusione di creare posti di lavoro connessi alle attività di spegnimento."

I territori su cui e' passato un incendio non possono essere resi edificabili e non vi e' permesso il condono. La loro destinazione d'uso deve rimanere la stessa di prima dell'incendio per almeno 10 anni. Il pascolo vi e' vietato per almeno 5 anni.

Il pascolo e' una delle ragioni degli incendi appiccati volontariamente da persone piene di "buone intenzioni". Laddove i terreni su cui portare greggi e mandrie scarseggiano (o si devono affittare a prezzo ritenuto troppo alto), si ricorre al pascolo nel bosco (molti proprietari di boschi ormai non si curano più di raccogliere legna, o frutti, o funghi e permettono il pascolo nelle loro terre).

Il pascolo nel bosco era comunissimo, in passato, insieme alla pratica di dar fuoco al sottobosco per far spuntare teneri virgulti con cui nutrire le bestie. Oggi praticamente nessuno "fa legna" nei boschi, quindi quando parte un incendio esso trova molta più materia da bruciare di una volta. Oggi questa pratica e' vietata per legge, ma molti pastori continuano ad appiccare fuochi e a portare le loro bestie a pascolare sui luoghi incendiati. Il problema è tipico dei luoghi dove lavorano pastori vaganti.

Il 63% dei comuni della Calabria e il 50% di quelli siciliani hanno visto un incendio nel proprio territorio, lo scorso anno. Calabria e Sicilia sono le regioni più indietro nella realizzazione dei catasti degli incendi, ovvero nella mappatura delle aree sottoposte a vincolo. Se mancano le mappe e' facile "dimenticarsi" degli incendi passati.

» Rapporto Incendi e legalità Corpo Forestale dello Stato
» Storie di pascolo vagante: il blog di una pastora (che mica son tutti piromani!)

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