Flavio Briatore dice che l'Ilva e il Sulcis sono inutile industria pesante

Ieri sera Flavio Briatore era ospite da Michele Santoro. L'amato e odiato (e pure discusso e discutibile) uomo d'affari italiano ha espresso il suo parere su ricchezza e povertà in Italia, ma sopratutto sulla attuale politica industriale italiana: non ne abbiamo bisogno così com'è anche se per motivi squisitamente economici piuttosto che ambientali.

Infatti ha detto Briatore:

Le acciaierie italiane non potranno più esserci. Non possiamo dare sussidi ad aziende che poi non sono competitive sul mercato. L'Italia dovrebbe essere come la Florida.

Ma il punto è: se lo capisce anche lui, com'è che i ministri Passera (Sviluppo) e Clini (Ambiente) insistono sull'accanimento terapeutico di Ilva e Sulcis (Alcoa con l'alluminio e carbone)? Comunque, a fine puntata esce pure lo slogan per il prossimo governo, made in Briatore of course: il governo del fare.

Ma veniamo al dibattito che si è avuto a Servizio Pubblico di Michele Santoro su La7 (qui il live dei colleghi di Polisblog) tra la guest star Briatore amico di Berlusconi che ha trascorso nel suo resort in Kenya alcuni giorni di vacanza, un pimpante Maurizio Landini segretario generale Fiom-Cgil, un boccheggiante (ma causa satellite negli Usa) Luigi Zingales da Chicago e una scontata nonostante le cifre da capogiro che snocciolava Nunzia Penelope autrice di Soldi rubati, bibbia dei grillini.

Un punto su cui ha ragione Briatore (sarà pure discutibile quanto volete ma ha centrato la questione) é: L'italia ha il patrimonio artistico, paesaggistico (da tutelare) e le bellezze naturali più importanti sul Pianeta, perché sovvenziona con sussidi aziende come l'Ilva e Alcoa o l'industria del carbone in Sardegna? invece di, come dice Briatore:

Evitare che ci siano disastri dopo le piogge come in Toscana?

Ma non per i motivi ambientali che a noi ci sono cari, ma per motivi squisitamente economici, di investimento e di profitto. Il che come ragionamento a me piace molto, nel senso che: se anche lui si rende conto che è una scelta in perdita (pure ambientale e diciamolo, va) a me viene in mente la domanda, ma allora cui prodest?

Una mezza risposta la fornisce Landini ma lo sguardo è troppo miope e riferisce degli aiuti dati da Mr.Obama a Chrysler via Marchionne. Insomma, non si può paragonare probabilmente una produzione di auto negli Stati Uniti con una acciaieria a Taranto quando le acciaierie, come spiega pure Briatore tra 10 anni se ne andranno in Polonia. E a Taranto resterà solo inquinamento e la stessa povertà di sempre. Ma allora, giustamente suggerisce, perché non puntare sull'industria del turismo? Confortato dalle incoraggianti analisi che arrivano proprio da Zingales.

Ma la risposta arriva dalla petulante Penelope: non esiste un grande paese senza industria. E ribadisce:

Forse solo alle Hawaii vivono di turismo.

Un consiglio alla Penelope appassionata di numeri: si vada a leggere le impressionanti cifre dei morti per cancro a Taranto e li valuti assieme alle cifre (da capogiro) dei profitti Ilva e a quelle degli investimenti (inesistenti) a tutela della salubrità di Taranto.

Ma come dice Landini: ci mettiamo prima d'accordo su cosa intendiamo per industria? Almeno Briatore su questo c'è. Poi magari punta a costruire resort di lusso in Sardegna, anche se onestamente dai ragionamenti che ha fatto, penso immagini più un turismo medio per offrire lavoro, sennò come fa soldi lui?

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