Il Corsera, l'ambiente, la Chiesa e Bush/2

Giovanni Sartori accusa Chiesa e Bush del riscaldamento globaleEcco le mie riflessioni sull'editoriale di oggi di Sartori.

La prima è su giovani ed ecologia. Appena ho letto le frasi di Sartori, sono saltato sulla sedia: ma come, i giovani indifferenti? Ma se sono i più sensibili? Pensando alle persone che conosco, ho provato a pensare se fossero i giovani o i più attempati ad essere i meno eco-conscious. Dal rapido sondaggio mentale i giovani vincevano per eco-sensibilità. Ma. Ma poi ho ho pensato alle statistiche dei blog. I blog sono frequentati soprattutto da giovani. La maggior parte degli over 40 non sanno cos'è un blog, anche se c'è una buona fetta che si tiene al passo coi tempi. Dando uno sguardo alle statistiche di blogo, si capisce subito che i blog più frequentati sono quelli su TV, auto, moto, tecnologia, cellulari, etc... Ecoblog è il primo blog italiano come numero di visite in materia ambientale e non fa certo i numeri di autoblog. Forse ha ragione l'ossuto signore?

La seconda osservazione riguarda le conclusioni di Sartori: tutto giusto finché non si arriva a quel volo pindarico dalla sovrappopolazione alla Chiesa e Bush. Possibile che l'ecologia debba sempre essere tirata per la giacchetta a fini politici?
A prescindere dalle opinioni che uno ha sulla Chiesa e Bush (e in Italia si sa che Bush gode di una popolarità piuttosto scarsa), ridurre il problema ambientale - nella conclusione di un editoriale altrimenti ben scritto - ad una cospirazione vaticano-americana mi sembra francamente una forzatura. Gli americani sono 292 milioni, mentre i cattolici nel mondo sono circa 1 miliardo, ma molti di quelli che vivono nei paesi industrializzati non sono praticanti.
I due "responsabili" citati hanno quindi un'influenza diretta su - al massimo - 1/6 della popolazione mondiale. Ma come, Sartori fa prima un'analisi delle cause prendendo in prestito la metodologia delle scienze sociali e poi fa ragionamenti così grossolani?

La sovrappopolazione ha cause complesse, è stata molto studiata e Sartori ci ha pure scritto un libro (che non ho letto, ma che pare formulare le stesse tesi dell'editoriale). Il politologo quindi saprà benissimo che tutti gli studi demografici legano la sovrappopolazione agli standard di vita. All'aumentare degli standard la popolazione diminuisce. Forse che il motivo della sovrappopolazione è che la maggior parte degli esseri umani vive in condizioni spaventose? Lo sviluppo non pare però un'opzione considerata dall'editorialista: meglio la sterilizzazione. Certo, lo sviluppo porta inquinamento, ma porta anche una diminuzione delle nascite, che Sartori afferma essere la chiave per uscire dall'emergenza ambientale. Arrestare lo sviluppo porta con sé dei grossi quesiti morali, evidentemente troppo impegnativi per essere affrontati da Sartori. Ad esempio: perché un'alta qualità di vita dovrebbe essere riservata solo ad una stretta minoranza della popolazione terrestre? Invece che ridurre la nostra impronta ambientale "la" soluzione è sterilizzare i poveri?

Insomma, la tematica è davvero molto più complessa di come è stata presentata da Giovanni Sartori e francamente concludere il tutto con un bel "colpa di Bush e della Chiesa" mi sembra una sparata con palesi fini politici (spingere la Chiesa a rivedere le proprie posizioni), che - rispettabili o meno - poco hanno a che fare con una discussione seria sull'ambiente e, anzi, servono a distogliere la nostra attenzione dai veri nodi da sciogliere. Quand'anche infatti avessimo convinto il Papa a distribuire pillole anticoncezionali durante l'Angelus o durante le visite in Brasile, il problema non sarebbe certo risolto. E siccome all'ingenuità di Sartori non ci credo, per me è malafede. Al di là infatti delle posizioni di ognuno, la si butta in politica ed il risultato è che non si parla seriamente di ecologia.

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