Roghi siberiani minacciano il pianeta

incendio foreste permafrostUn numero sempre maggiore di incendi colpisce le enormi foreste siberiane e inizia a diventare una seria minaccia per il permafrost, strato di ghiaccio perenne che fa da tappo a grandi depositi sotterranei di metano, gas 20 volte più dannoso sull'effetto serra dell'anidride carbonica. Anche solo il semplice assottigliamento dello strato di permafrost permetterà la fuoriuscita di 700 milioni di tonnellate di gas l'anno, dando vita ad un processo che, una volta iniziato, sarà impossibile fermare.

Vasti incendi hanno colpito due anni fa Canada e Alaska, poi Kyoto, ma questa volta il problema è di ben altra portata. Sono 104.687 quelli che hanno colpito la Siberia tra 1996 e il 2006 a macchia di leopardo, concentrati soprattutto nella zona meridionale e monitorati da potenti ricevitori che traggono il segnale via satellite. Nonostante i mezzi sofisticati non si riesce però a bloccare la mano che incoscientemente continua ad appiccarli.

Anatolij Sukhinin, appassionato capo del dipartimento di monitoraggio degli incendi spiega che: "Il 90 per cento di questi incendi sono provocati dall'uomo. Per denaro. Perché se si abbattono gli alberi appena bruciati, la qualità del loro legno non cambia, possono essere poi rivenduti a prezzo normale. Con la differenza che viene raccolto a costi zero e venduto oltre confine a prezzi di mercato. Ecco la verità: le foreste siberiane sono distrutte in gran parte dai contrabbandieri di legname". Ecco, quindi, cosa c'è dietro un disastro ambientale di così grande portata, una stupida esigenza di mercato, il tutto per risparmiare pochi spiccioli insomma!

Per mettere un freno a tutto questo è necessario intervenire con il pugno di ferro. Ne è prova tangibile il fatto che "Oltre il Baikal, la Siberia confina con la Cina e le foreste sono simili e altrettanto vaste. Ebbene, in Cina, non ci sono stati incendi significativi. Vuol dire che le autorità cinesi sono in grado di controllare e proteggere il loro patrimonio boschivo e forestale. Il governo di Pechino ha emanato norme durissime e pene altrettanto gravi."

via | Repubblica.it

[Domenico Messina]

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