Clima, l'autunno 2012 il più caldo?

Non c'è bisogno di un termometro per rendersi conto che, di questi tempi, la temperatura che ci permette di andare in giro ancora in maniche corte e, ai più fortunati, di andare addirittura al mare approfittando delle spiagge vuote e dello scirocco africano: ma se anche i ricercatori National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) parlano di autunno più caldo dal 1880 allora la cosa comincia ad avere una base scientifica.

Non solo: secondo i ricercatori il 2012 ha tutte le carte in regola per diventar l'anno più caldo dal 1880, momento in cui sono cominciate le analisi del NOAA; il termometro spiega, secondo gli scienziati, fenomeni come Sandy e la grande siccità di quest'estate, che hanno letteralmente messo in ginocchio un intera branca dell'economia e della società.

In base ad un rapporto del National Climatic Data Center è infatti emerso che lo scorso ottore è stato il quinto più caldo del pianeta, sia per la temperatura sulle terre emerse che per quella delle acque marine: un caldo record che ha superato di +0.63°C gradi la media del ventesimo secolo.

Ma il problema non riguarda solo gli Stati Uniti: anche in altre zone del pianeta, come in Australia o nella Repubblica Moldava, i valori fuori norma hanno fatto saltare la mosca al naso agli esperti climatologi, portando i ricercatori del NOAA a dichiarare che al 90% il 2012 sarà l'anno più caldo di sempre.

E in Italia? Secondo i dati elaborati dall'Istituto di ricerca ISAC-CNR il mese di ottobre è stato più caldo della media complessivamente di +1.42°C, piazzandosi al decimo posto tra gli autunni più caldi mai registrati dal 1800; i dati del 2001 (che registravano una media complessiva superiore di +2.86°C) sono quindi ancora il record assoluto per il Belpaese.

Il problema delle precipitazioni invece è piuttosto annoso: nonostante anche qui si sia registrata una lieve flessione (le precipitazioni sono state inferiori di circa il 4% alla media stagionale), nulla ha impedito alla pioggia di trasportarsi interi paesi per centinaia di metri, a dimostrazione di come il problema del dissesto idrogeologico sia dipendente si dalle piogge, ma causato in larghissima parte dall'opera dell'uomo.

Addirittura la Maremma ha un deficit negativo del 50% sulle precipitazioni: nonostante ciò (sicuramente "il territorio" non era preparato, dopo la siccità, a improvvisi monsoni mediterranei) il dramma dei giorni scorsi è stato puntuale come in ogni novembre: ciò dimostra che se l'uomo non impara (o meglio, non impara nuovamente) a vivere con la natura, non può che soccombere ad essa.

Via | Ansa

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