La Goletta Verde torna in porto. Gli ultimi dati di Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia

Goletta Verde, gli ultimi dati Il viaggio della Goletta Verde anche per quest'anno è terminato, e oggi vi presentiamo i dati delle ultime quattro regioni toccate dal veliero di Legambiente per verificare lo stato dei mari italiani.

Basilicata. "Acqua pulita in Lucania", affermano i tecnici della Goletta. Tutti i campioni prelevati rispettano i limiti di legge, anche quelli che lo scorso anno erano risultati leggermente inquinati. A Maratea sono state attribuite le 4 vele della Guida Blu di Legambiente e del Touring Club, per l'impegno nella protezione del paesaggio e del turismo sostenibile. Preoccupa però lo stato dei fiumi lucani e il continuo attacco alle coste da parte dell'abusivismo edilizio. Per garantire la qualità di queste zone è stata fatta la proposta di istituire l'area marina protetta "Costa di Maratea"

Calabria. Qui la situazione è più variegata. Il 74% dei campioni è risultato pulito, ma il restante è risultato, con vari giudizi di qualità, fuori dai limiti di legge. La maggior parte dei campioni inquinati sono stati prelevati nell'area dello Jonio meridionale. Migliore è lo stato delle coste tirreniche. Invece tutti i campioni alle foce dei fiumi sono risultati non puliti (preoccupante la foce del torrente Fiumarella a sud di Reggio Calabria, con valori di 200 volte oltre i limiti di legge) segno di una situazione di carenza o addirittura assenza di sistemi efficaci di depurazione delle acque nell'entroterra.

Sardegna. Il mare della Sardegna si conferma essere una perla del nostro paese, e infatti sono molte le località premiate dalla Guida Blu di Legambiente e Touring Club con le 5 vele, il massimo riconoscimento. In questa regione tutti i campioni prelevati sono risultati entro i limiti di legge. Fanno eccezione, anche qui e purtroppo senza grosse sorprese, i dati dei prelievi alle foci dei fiumi, risultati molto inquinati.

Sicilia. A questa regione anche quest'anno va il primato del numero di campionamenti effettuati, ben 82, con una situazione piuttosto buona. 89% dei prelievi è risultato pulito, l'8,5% leggermente inquinato. Aumentano però i divieti di balneazione, l'inquinamento dovuto a scarsa depurazione e scarichi illegali, e gli ecomostri lungo le coste. Tutto questo e la cattiva gestione del territorio hanno causato la perdita di chilometri di splendide coste altrimenti a disposizione dei bagnanti.

Ai dati vorrei aggiungere un commento, o meglio ricordare che i dati della Goletta sono basati su campionamenti puntuali che aiutano a fotografare lo stato delle acque in una situazione e in un momento ben precisi. Quindi per loro stessa natura non si sostituiscono ai dati forniti dalle autorità locali o rappresentano un giudizio di balneabilità, ma ad essi si devono integrare e servono per aiutare a individuare situazioni di criticità che devono essere approfondite.

In generale rispetto allo scorso anno si può confermare che lo stato delle acque dei nostri mari è generalmente piuttosto buono. La criticità, come abbiamo visto regione per regione, è portata dai fiumi e dall'inquinamento dell'entroterra, accompagnata in molte regioni da una carenza di strutture per la depurazione delle acque. A complicare la situazione, l'abusivismo edilizio e lo sfruttamento delle coste secondo criteri poco rispettosi dell'ambiente. Non che non si debba andare in vacanza al mare e che non si abbia diritto a servizi per godersi il meritato riposo estivo, tutt'altro, ma lo si può fare senza cementificare e deturpare le coste, cosa che anzi abbruttisce i nostri mari e fa passare la voglia di restare in Italia per le vacanze.

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