Vestiti alla formaldeide

Vestiti appesi Dopo i mobili, gli imballaggi per alimenti, la formaldeide si è conquistata un posto importante anche tra le fibre dei nostri vestiti. L’allarme arriva da un’indagine, trasmessa in una trasmissione televisiva in Nuova Zelanda, sulla quantità della sostanza nei tessuti di indumenti prodotti in Cina. Secondo quanto fa sapere l’associazione di consumatori Aduc, i livelli riscontrati dalla ricerca sono sconcertanti: 900 volte maggiori di quelli consentiti dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

La formaldeide è un battericida impiegato in moltissimi prodotti e con molteplici usi, addirittura nelle moderne tecniche di imbalsamazione. Ma non sono solo i cadaveri ad esserne intossicati, noi consumatori vivi e vegeti ce la troviamo dappertutto…un po’ come un fantasma che ci insegue (per rimanere in tema). Ne avevamo già parlato di questa sostanza che si annida nei nostri mobili, nei cartoni della pizza, nelle sigarette che fumiamo e nei vestiti per mantenerne la piega. Diffusione nella nostra quotidianità strana visto che lo IARC (International Agency for Research on Cancer) dichiarò la formaldeide cancerogena nel 2004.

A seguito della notizia arrivata dalla Nuova Zelanda l’Aduc è ora in cerca di chiarimenti. L’associazione ha infatti scritto una lettera ai Ministri della Salute, Livia Turco e dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani per saper se anche in Italia siano state fatte analisi dei tessuti provenienti dalla Cina e quali siano i risultati. E per disintossicare i nostri vestiti consiglia di lavare e ventilare i tessuti prima di indossarli.

Via | Aduc

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