La leggenda del panettone del Cilento e dell'orto pasticceria agricola di Pietro Macellaro

Questa è la leggenda del panettone del Cilento a Valle dell'Angelo e di una di quelle contaminazioni felici della cucina popolare e mediterranea: questo panettone meridionale è stato ideato dallo chef Pietro Macellaro che lo ha battezzato Pan Brigante in onore del brigante Tardio.

Consiste in un impasto fatto lievitare con lievito madre, olio extravergine d'oliva, olive nere candite oppure con fichi bianchi DOP del Cilento. Alla base il rispetto ferreo per i prodotti presenti sul suo territorio e dunque l'uso di burro e latte di bufala, la farina dei vicini mulini o il peperoncino piccante di Controne, ad esempio. Insomma possiamo definirla giustamente anche pasticceria a Km zero e con prodotti biologici.

L'ideatore è lo chef Pietro Macellaro che ha fondato la Pasticceria agricola cilentana o meglio definita da lui orto pasticceria dove usa prodotti Agricert coltivati nella sua azienda agricola e proprio per usare gli ortaggi e le verdure nelle ricette dolci.

Volete sognare? Ecco la descrizione che ne dà Luciano Pignataro sul suo blog:

Il maestro raggiunge il culmine della sua arte nelle monoporzioni che seguono la stagionalità dei prodotti, Bacco, una delizia con mousse di cioccolato al latte e cuore di vino Aglianico del Cilento, Fragomela, bavarese di mele con cuore morbido di fragole, Perlanera crema di ricotta di bufala, arancio candito e cioccolato fondente finissimo, Malaga, mousse di ricotta di bufala con uvetta passa macerata al rhum e corbezzolo.

Forse l'unico esotismo che lo chef Macellaro si concede sono i pistacchi di Bronte che se vogliamo però fanno sempre parte del Regno delle Due Sicilie. Infatti tra le confetture troviamo quella con melanzane e pistacchi di Bronte destina a a accompagnare piatti salati; segue la confettura agrodolce di fichi e cipolle oppure gelatina d'uva con pistilli di zafferano,

Foto | Pietro Macellaro su Fb

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