Grandi navi, la procura di Venezia indaga sull'inquinamento dei fumi

Il pubblico ministero Giorgio Gava, della Procura della Repubblica di Venezia, ha aperto un fascicolo d'indagine sull'inquinamento derivante dai fumi delle grandi navi; la Procura, che vedrà nei prossimi giorni una riunione di tutti i sostituti procuratori che si occupano di reati ambientali, ha avviato l'indagine dopo che il Comitato No Grandi Navi aveva presentato un esposto sul possibile inquinamento prodotto dalle navi da crociera.

In base ad alcune fotografie scattate dal Comitato e presentate in allegato all'esposto infatti è possibile osservare che le navi Msc Musica, Msc Fascinosa ed Msc Divina, ma anche la Crystal Serenity, rilasciano una lunga scia nera di fumo che esce dai loro camini da quando entrano nella bocca di porto del Lido fino alla Marittima, un lasso di tempo piuttosto lungo.

Ne avevamo già parlato a tempo debito, ma ora è tutto più "formale"; 14mila automobili: secondo gli attivisti del Comitato le emissioni nocive di zolfo nell'atmosfera che ogni volta le grandi navi emettono nel loro tragitto veneziano è pari a quello che emetterebbero 14mila automobili, nonostante i responsabili del Porto e le Autorità attenuino quanto denunciato dal Comitato:

l'inquinamento provocato dai fumi delle navi è diminuito grazie all’impiego di carburanti con un contenuto di zolfo sempre più restrittivo (32 per cento rispetto al 2007)

spiegano le Autorità Portuali di Venezia che, precisa, in base alle ultime rilevazioni è possibile parlare di inquinamento minimo.

Nella diatriba dei dati, l'evidenza scientifica in Italia è più dibattuta dei misteri di Fatima, la Procura preferisce vederci chiaro: il pm Gava, che ha aperto il fascicolo, affiderà ora una consulenza tecnica per stabilire definitivamente se le emissioni di sostanze inquinanti contenute nei fumi delle grandi navi siano effettivamente fuori norma o meno e, eventualmente, a quale livello.

Già in precedenza la stessa Procura di Venezia aveva archiviato un'indagine per danneggiamento avviata sempre in base ad un esposto degli ambientalisti: le prove raccolte a dimostrazione dell'atteggiamento doloso in tal senso tuttavia non vennero giudicate adeguate e l'indagine venne archiviata: chi conduceva le navi non era a conoscenza di quanto provocava alle rive.

Le grandi navi in questione, che accedono alla Laguna grazie alle autorizzazioni dell'Autorità Portuale e della Capitaneria di Porto di Venezia (quindi senza violare alcuna regola formale), ancor prima erano state messe sotto i riflettori della Procura perchè, si presumeva, il volume d'acqua spostato dal movimento delle navi in Laguna avrebbe danneggiato le strutture a terra: anche questo fascicolo venne archiviato.

Ora è il capitolo emissioni e la palla è, ancora, in mano alla magistratura.

Via | la Nuova di Venezia

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