La riforma fondiaria finirà la distruzione dell’Amazzonia

Trasporto di legname su camion

La riforma fondiaria, che il presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva sta attuando nel suo paese, potrebbe rappresentare una delle tante minacce per l’Amazzonia. Nel programma della riforma, gestita dall’ICRAM (Istituto nazionale di colonizzazione e riforma agraria), è prevista la distribuzione della terra alle comunità povere. Greenpeace Brasile denuncia però la collocazione di insediamenti rurali nelle aree di foresta pluviale e non in quelle già disboscate. Il motivo è chiaro: come spiega l’associazione le zone coinvolte nella riforma sono quelle di alto pregio per il legname e, in cinque casi, addirittura all’interno delle aree di protezione totale del Parco nazionale dell’Amazzonia. C’è poi il giro d’affari che lega la riforma alle società: queste si occupano dello sviluppo infrastrutturale, come la costruzione di strade o scuole, di questi villaggi (compito che dovrebbe svolgere l’istituto) e in cambio ottengono diritti di sfruttamento del legname di queste zone.

“Mentre le autorità ambientali brasiliane celebravano il terzo consecutivo calo annuale del disboscamento dell’Amazzonia, altri settori dello stesso governo, invece di partecipare agli sforzi comuni, accelerano i meccanismi di deforestazione – ha detto André Muggiati, responsabile della campagna Amazzonia per Greenpeace Brasile - Ciò apre la porta a un’ulteriore distruzione della foresta e al cambiamento climatico, perdendo una buona occasione per controllare in modo responsabile queste risorse e fornire soluzioni reali alle comunità”.

In questi giorni Greenpeace ha anche pubblicato una serie di foto in cui racconta irregolarità nell’attività di sfruttamento e distruzione degli ultimi residui di legname rimasti nella regione ovest del Parà. Dopo una fuga di notizie su una probabile inchiesta del Governo, è ieri arrivata la smentita del Ministero dello sviluppo agrario con la conseguente ovvia amarezza dell’associazione. Certo, una notizia del genere con tanto di foto non è il massimo per un presidente che aveva appena decantato la diminuzione del disboscamento dell'Amazzonia: nell’ultimo anno di del 31% rispetto al precedente.

Via | Greenpeace Brasil

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