Lavanderie a secco tornano al petrolio

bando al percloroetilene nelle lavanderie a secco. foto MullenkedheimAlcuni Stati (California, New York, Toronto) hanno messo al bando il percloroetilene (noto in chimica come tetracoloretene) perché facilita l'insorgere di tumori Il percloroetilene e' un solvente usato nel lavaggio a secco e ora le lavanderie stanno tornando a quanto si usava negli anni '30: solventi derivati dal petrolio, che erano stati messi al bando perché erano infiammabili. Quartz ci segnala questo "progresso" spiegato in un articolo di Grist.

Cambiare le macchine per convertirsi al lavaggio "umido" non e' economicamente conveniente e qualche lavanderia ha anche pubblicizzato il proprio operato come "organic", visto che il petrolio e' un "naturale derivato delle piante".

Il problema e' anche energetico, perché tornare ai solventi a base di petrolio (venduto dagli stessi fornitori del percloroetilene e funzionanti con le stesse macchine) significa raddoppiare i tempi di lavaggio. La scelta diventa quindi tra il cambiare macchine (comprandone di più grandi per poter lavare più cose contemporaneamente) e l'allungare la giornata di lavoro.

Oltre a tornare al lavaggio "umido", volendo e potendo spendere, si può passare al lavaggio a CO2. L'anidride carbonica in forma liquida ha un buon potere solvente e agisce a bassa temperatura, senza danneggiare le fibre del tessuto.

» In need of a new solvent, dry cleaners turn to petroleum. on Grist
» Restrizioni all'uso del percloroetilene nell'area di Los Angeles su EuroChlor
» Dry-cleaning industry going through wringer on MercuryNews
» Il rischio chimico nelle lavanderie a secco. Inail

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