L'Espresso attacca il biologico?

Articolo del L'Espresso in cui si denigra il biologico

L'Espresso ha pubblicato un articolo in cui si lascia intendere che spendere di più per acquistare bio non serve.
Lo spunto dell'articolo e' una ricerca sulla colazione bio fatta da Altroconsumo.

Il presupposto dell'Espresso e' che tutti i consumatori comprino bio per tutelare la loro salute, mentre dovrebbero farlo solo per proteggere l'ambiente e che la pubblicità al biologico alluda (fraudolentemente) alla salubrità.
Nell'articolo si ammette che nei prodotti bio non ci siano tracce di fitofarmaci, ma si punta il dito su aspetti dieteticamente poco salubri dei prodotti: "il marchio bio non mette al riparo dai danni dell'alimento industriale: grassi, additivi, sale e zuccheri a profusione".

L'Espresso sbeffeggia i prodotti bio dicendo che contengono anche addensanti e coloranti "ben poco naturali", tanto quanto i prodotti non bio (permettetemi, in questo post, di chiamarli "chimici", per non confonderci). Altroconsumo, correttamente, nomina questi ingredienti sospetti presenti nello yogurt bio della Fattoria Scaldasole: amido di tapioca, aromi naturali, farina di semi carrube e succo concentrato di sambuco. Io non ci vedo nulla di "chimicamente tossico".

L'Espresso si chiede "perché tutti i bio usano farine ricostituite al posto di quella integrale?"
Facile, basta mettere nel campione da analizzare "solo" prodotti a base di farine ricostruite.
Tali prodotti costituiscono solo una parte di quelli del gruppo integrale e bio, ma fanno venir fuori dei risultati bomba. Quando si generalizza partendo da statistiche fatte su 3 (TRE) casi, ottenere risultati di questo genere e' facile. Faccio un esempio: se chiedete ad un gruppo di tre suonatori di oboe di dirvi il nome del primo strumento musicale che viene loro in mente, che cosa vi aspettate di sentirvi dire? E vi sembra giusto generalizzare i risultati di questa indagine affermando che "l'oboe e' il primo strumento musicale a cui tutti pensano"? Altroconsumo non estende a tutti i prodotti integrali biologici l'analisi di tre di essi. Aggiungo che quanto detto sopra si riferisce ai frollini, tutte le marche analizzate di fette biscottate integrali erano a base di farina integrale non ricostruita.

Segue una critica alla qualità dei grassi usati nei biscotti bio: due su tre ricevono "pessimo" come giudizio e L'Espresso ci sguazza, tacendo che tutti e tre i prodotti chimici hanno ricevuto "pessimo".

Nel titolo si dice "i prodotti bio contengono zucchero" come fosse un difetto e si tace sul fatto che i prodotti chimici contengono anche più zucchero di quelle bio (4 le marmellate per tipo analizzate, con la media di 9,9 gr di zucchero per porzione nei chimici e 9 gr nei bio). Se guardiamo gli yogurt, troviamo in media 18 gr di zucchero in quelli chimici e 15 in quelli bio. Solo nei frollini abbiamo 3,5 gr in quelli chimici e 4.6 in quelli bio (con i Galbusera che hanno 6 gr di zucchero a porzione!).

Su Greenreport c'e una critica all'articolo dell'Espresso dal punto di vista logico. Effettivamente i titoli sono assoluti, mentre l'articolo lascia molto spazio al dubbio. (A me e' venuto il dubbio che chi lo ha scritto non volesse prendere posizione ma solo buttare tanta carne al fuoco).

» Il bio non fa miracoli su L'Espresso
» Bio a colazione? Test su alimenti biologici trasformati su AltroConsumo

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