Cambiamenti climatici, a Vienna si parla di obiettivi e costi

Inquinamento industriale Si sta svolgendo in questi giorni a Vienna l’incontro di medio termine della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite (UNFCCC). Tra i temi che si stanno affrontando: gli obiettivi in termini di riduzione delle emissioni di CO2 in vista del 2012 e dei costi per raggiungere questo traguardo (ne avevamo parlato qualche giorno fa). Presenti alla cinque giorni circa mille rappresentanti di 150 stati, dell’industria, delle organizzazioni ambientaliste e degli istituti di ricerca.

“I cambiamenti climatici – ha detto Josef Proll, ministro dell’agricoltura austriaco, inaugurando la conferenza – sono una grande sfida da affrontare solo a livello globale e integrato. Non abbiamo più tempo. Ogni anno che passa senza l’applicazione di adeguate misure di riduzione delle emissioni è un anno di grandi costi in termini umani e finanziari”. Per non parlare di quelli ambientali!

Tra i protagonisti dell’incontro le associazioni ambientaliste con le loro proposte e le loro azioni. Greenpeace si è presentata con una mongolfiera di 4 metri per “con due occhi dipinti per ricordare ai Governi riuniti a Vienna che il mondo li osserva e che la gente pretende passi concreti a tutela del clima”.

Il WWF ha chiesto, invece, una riduzione del il 30% entro il 2020 e del 50-80% entro il 2050 rispetto ai valori del 1990 “per evitare conseguenze catastrofiche”. In riferimento ai costi, invece, il Hans Verolme, direttore del Programma Clima del WWF dice: “Senza un considerevole investimento da parte delle banche e dei governi, il sistema energetico mondiale non sarà mai pulito. Il fatto che i ministri delle Finanze di tutte le principali economie mondiali si incontreranno e discuteranno di come poter ‘ripulire’ i sistemi energetici del mondo dimostra che la questione viene presa sul serio. Gli attori dell’economia mondiale hanno finalmente riconosciuto che se lasciato senza controllo il clima fa male agli affari; non fare nulla costa molto di più che intraprendere subito una decisiva azione per il clima”.

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