Rifiuti di Roma, via libera al bando Ama per l'esportazione

Il Cda di Ama (la municipalizzata della raccolta rifiuti di Roma Capitale) ha approvato ieri un bando di gara europeo che permetterà, dal 1 gennaio 2013, di esportare i rifiuti in eccesso che la capitale produce verso paesi terzi, almeno fino a quando non sarà possibile smaltirli direttamente sul territorio (come vogliono le normative italiane ed europee in materia).

Il sindaco Gianni Alemanno ha accolto con soddisfazione l'approvazione del bando, tornando comunque sulla questione discarica:

Con questi provvedimenti l'emergenza non c'è. Siamo convinti che ci siano alternative a Monti dell'Ortaccio ma non sta a noi dirlo, è un compito della Provincia di Roma.

In realtà la questione è ben più complessa: non basta pubblicare un bando di gara per trovare la soluzione ai problemi, soluzione oltretutto onerosa e che costerà (secondo le previsioni di alcuni esperti in materia) almeno 15 milioni di euro in più alla città e, quindi, ai cittadini.

Abbiamo stabilito dei limiti massimi di 350 mila tonnellate per l'anno 2013 e 210 mila per il 2014, ma se arrivano subito le risposte sul sito provvisorio e definitivo le quantità possono essere molto minori, riducendosi anche a zero

ha spiegato il sindaco Gianni Alemanno; la procedura d'infrazione europea su Malagrotta (non è la prima a dire la verità), l'impossibilità di continuare a sversare talquale in discarica come se nulla fosse, i dubbi cocenti sul sito di Monti dell'Ortaccio (e non solo, tutti e sette i siti della Regione Lazio sono stati selezionati con criteri pressapochisti e senza reali studi di fattibilità) e il livello infimo di raccolta differenziata a Roma (il 26% è davvero un dato preoccupante) hanno convinto dunque il Comune a pensare alla soluzione definita "modello Napoli".

Alemanno ha inoltre ribadito la sua contrarietà alla discarica provvisoria ai Monti dell'Ortaccio (nonostante in passato ne avesse caldeggiato la scelta), scaricando letteralmente il barile sulla Provincia (e sul suo prossimo probabile avversario Luca Zingaretti in campagna elettorale) che sarebbe, allo stato attuale, "incapace di scegliere" nonostante i siti siano stati selezionati dalla Regione su indicazione del Comune, all'interno del territorio dello stesso Comune di Roma.

Il secondo aspetto controverso di questa soluzione riguarda l'impiantistica: Roma non è dotata dei cosiddetti impianti Stir (che servono per lavare, selezionare, imballare, rilegare ed etichettare, qualificandoli e catalogandoli, i rifiuti prima di caricarli sulle navi) e va da sè che prima di poterli inviare all'estero questi vadano "impacchettati" secondo precisissime normative europee.

La soluzione al vaglio di Ama sarebbe quella di spedire i rifiuti inizialmente in altre regioni (come la Campania, che esporta la propria immondizia già da tempo ed è dotata degli Stir) per poi inviarli all'estero o agli inceneritori italiani: con la grave lacuna del sistema Sistri, pronto a partire ma mai attivato per lungaggini burocratiche, pretestuose contestazioni e mollezza istituzionale, il rischio che le ecomafie mettano le loro lunghe mani su 1200 tonnellate al giorno di rifiuti che Roma intende esportare non è da sottovalutare (un rischio paventato anche dalla Commissione Parlamentare d'inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti).

La soluzione esportazione è dunque ora nero su bianco e bisognerà attendere le specifiche di come il Comune ed Ama risolveranno questo problema: una soluzione "comoda" anche questa, anche solo per il semplice fatto che, come sempre, paga Pantalone (che di denari, ultimamente, sta pure un po' a corto).

Via | Agenzia Radicale

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