Un'assicurazione privata obbligatoria per coprire i danni dei disastri naturali, Clini genius at work

I nostri cari politici non soltanto si sono stancati di (non) spendere un soldo dei contribuenti in prevenzione del rischio idrogeologico, sono stufi anche di dover metter mano alle Casse dello Stato (i nostri soldi) per ripagarci dei danni delle catastrofi naturali. Le emergenze all'ordine del giorno costano troppo. Così pensano (male) ad un'assicurazione privata obbligatoria per proteggere i beni privati dai danni delle catastrofi naturali. La copertura volontaria era già prevista nel decreto legge per il riordino della Protezione Civile e per risarcire i danni del terremoto in Emilia il Governo era dovuto ricorrere a specifico decreto. Ma, intendiamoci, precisa Clini, mosso dal burattinaio Passera:

Credo che sia opportuno che a livello nazionale si introduca l'assicurazione, che io spero possa essere obbligatoria, non per far pagare ai cittadini il costo di interventi che teoricamente dovrebbero essere dello Stato. Sono cose diverse...

Teoricamente sarà come dice lei caro Ministro ma praticamente i soldi li dovranno sborsare ancora una volta i cittadini, già tassati fino all'esasperazione. Spiega Clini:

Quando ci si assicura per la casa contro gli incendi, oppure per l'automobile, ci si assicura per la protezione di un bene privato, che potrebbe essere oggetto, vittima di un evento che provoca danni.

Ma i danni ai beni privati in caso di disastri come le alluvioni, lo dicono anche i geologi, non li provoca mica soltanto l'imprevedibile clima! Li provoca la cementificazione selvaggia, l'incuria, i tagli indiscriminati agli interventi di messa in sicurezza del suolo, l'abbandono dei campi incrementato dalla speculazione. Li provocano le politiche dell'indifferenza. E quante volte dobbiamo pagarlo il costo della mancanza di un piano di prevenzione del rischio idrogeologico, caro Ministro? Esiste un'assicurazione privata che copra le perdite causate dai tanti condoni edilizi, dalla mancanza della pulizia dei fiumi, dall'abusivismo ben tollerato? Io, fossi un assicuratore, non stipulerei polizze contro i danni di frane e alluvioni alle case costruite laddove scorrevano i fiumi (i corsi d'acqua sono dotati di una memoria storica, non lo dimentichiamo) o sotto i costoni pericolanti. Ma Clini non demorde:

Siamo sostanzialmente nella stessa logica, fermo restando l'impegno pubblico per la prevenzione; perciò anche per la realizzazione delle infrastrutture necessarie per la protezione dei territori, ma è opportuno che ci sia anche una forma di assicurazione privata per proteggere i beni di proprietà. È impensabile, di fronte all'emergere di eventi climatici estremi sempre più frequenti, che le risorse pubbliche possano intervenire per garantire la protezione delle risorse private dei cittadini.

Capito, cari cittadini? I soldi vostri non possono mica proteggere i beni vostri: di fronte alla furia dei cambiamenti climatici, arrangiatevi e pagate di tasca vostra l'emergenza. Per l'ennesima volta.

Foto | © Getty Images

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