Uragani influenzati dall'effetto serra

Uragano Felix e riscaldamento globale. Foto NASAA sole due settimane dal passaggio di Dean, è nuovamente allarme rosso sulle coste dell'America centrale per la presenza di Felix, un nuovo uragano classificato in categoria 5, la più alta della scala Saffir-Simpson, dal Centro nazionale degli uragani di Miami. Dopo aver colpito Honduras e Nicaragua si sposterà sulle coste del Guatemala, Belize, Chiapas e basso Yucatan, si prevede quindi che compierà esattamente lo stesso percorso del suo predecessore. Le stesse, inoltre, sono anche le cause che ne hanno permesso la nascita e che fanno pensare a previsioni sul futuro tutt'altro che rosee.

Per formarsi, infatti, un uragano, ha bisogno di una temperatura delle acque che sia superiore ai 26,5 °C a una profondità di almeno 50 m, una perturbazione meteorologica preesistente e una distanza di circa 10° o più in latitudine dall'equatore, in modo che l'effetto Coriolis sia abbastanza importante da innescare la rotazione del ciclone.

Kevin Trenberth, capo della sezione Analisi climatiche del National Center for Atmospheric Research di Boulder, in Colorado spiega che: "Il riscaldamento globale sta creando condizioni particolarmente favorevoli allo sviluppo di uragani che diventeranno via via sempre più potenti". Causa principale di questi disastri ambientali è quindi il surriscaldamento delle acque oceaniche che, come se non bastasse, assorbono sempre una quantità minore di anidride carbonica, perché ormai completamente sature e maggiormente acide, portando così ad un incremento sempre maggiore dell'effetto serra.

David Battisti, esperto di scienze atmosferiche alla University of Washington, afferma che: "La Terra sta trattenendo più energia e tutta quest'energia dev'essere dispersa in qualche modo", quindi a causa dell'effetto serra non solo vengono incrementate le possibilità di uragani e cicloni più violenti e più intensi nelle zone continuamente colpite ma nuovi Paesi mai attaccati potrebbero esserlo in futuro. Prova di questa teoria l'abbiamo presto avuta con il ciclone Catarina che ha investito il Brasile a marzo dello scorso anno e con Juan che si è abbattuto sul Canada nel 2003.

Via | WiredNews

[Domenico Messina]

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