No alla torcia al plasma

Su ecoblog abbiamo parlato parecchio di smaltimento di rifiuti, inceneritori, termovalorizzatori, pirolizzatori
e delle nuove tecnologie in materia. Ora un lettore (Enzo) ci segnala una protesta contro un impianto che sfrutterebbe una torcia al plasma per "termovalorizzare" i rifiuti.

Ciao a tutti,
voglio condividere con voi quello che sta accadendo nella mia bellissima Marsica, zona situata nel cuore dell’Abruzzo, a confine con aree protette come il Parco Nazionale di Abruzzo e Molise, riserva naturale del Salviano e Parco Sirente-Velino.

La fondazione MIRROR, creata da MICRON TECHNOLGY, ha chiesto al comune di Luco dei Marsi (l’Aquila) l’approvazione del seguente progetto: “Sistema integrato di servizi ecocompatibili” comprensivo di 4 impianti tra cui un sistema di smaltimento dei rifiuti con torcia al plasma. Il tutto per una estensione di 400 000 mq.

Cos’è un impianto di torcia al plasma?
Si tratta di una tecnologia innovativa e relativamente pulita, se paragonata ai vecchi e, ormai obsoleti, impianti di smaltimento dei rifiuti. Rispetto ad un classico inceneritore, questo impianto utilizza un processo in cui grazie al plasma, ovvero un gas ionizzato che ha la caratteristica di condurre elettricità, i materiali vengono scomposti e ridotti a molecole più semplici e inerti. Le temperature elevate a cui l’impianto lavora eliminano la possibile immissione di sostanze altamente nocive come la diossina, i furani e per quanto riguarda i metalli pesanti, questi vengono vetrificati e smaltiti in altro modo. È da aggiungere ancora che tutto questo processo ci consente di recuperare energia. Ottima cosa vero? Peccato che la storia non ci venga raccontata tutta.

Nonostante tutte le belle chiacchiere, rimane il fatto che questi impianti producono fumi che vengono immessi nell’aria e per quanto puliti o innocui possano essere, non è da escludere che le molecole contenute negli stessi possano ricombinarsi con gli elementi e i gas già presenti in atmosfera, innescando reazioni chimiche che possono dar luogo a quello che tecnicamente viene definito inquinamento indiretto. Purtroppo essendo impianti di nuova generazione, non esistono ancora studi scientifici e medici volti a capire quali saranno le reali conseguenze di questi processi di trasformazione. Cari Nonni ricordate quando negli anni ’50 venne messo in commercio il DDT? Che grande scoperta fu, ma poi cosa è successo? A distanza di 30 anni questo composto chimico, tanto utile e miracoloso, si è rivelato in realtà una combinazione letale per la salute dell’uomo. Con l’impianto della torcia al plasma succederà lo stesso.

Qui si pretende che la Marsica faccia da cavia ai “signori” delle grandi multinazionali. Secondo studi, confermati dal nostro illustre Prof. Francesco Recchia (oncologo), le elevate temperature a cui l’impianto lavora fanno sì che vengano immesse nell’atmosfera polveri talmente sottili (nanopolveri) che una volta entrate nell’organismo riescono ad attraversare le membrane cellulari e causare gravi danni come malformazioni fetali, gravi allergie e malattie del sangue. Cosa sarà del nostro Fucino? È giusto contribuire ulteriormente al suo degrado? Gli agricoltori non avrebbero più di che lavorare, poiché nessuno comprerebbe più prodotti “altamente inquinati”.

Teniamo presente che il sito in cui l’impianto dovrebbe sorgere rappresenta una ricchezza da un punto vista storico, non dimentichiamoci dei nostri “Cunicoli di Nerone” testimonianza del grande ingegno romano, o degli scavi archeologici situati nel comune di Luco dei Marsi. Consideriamo anche che la nostra è una zona sismicamente attiva…vi lascio immaginare quali potrebbero essere le conseguenze nel caso in cui si possa verificare un altro evento sismico di rilevante intensità. L’impianto in questione ha dimensioni talmente grandi da renderlo unico al modo, e diverrebbe centro di smistamento dei rifiuti nazionali, ma anche internazionali.

Inoltre durante le mie ricerche, ho potuto constatare come impianti di torcia al plasma siano poco impattanti per la comunità, quando le loro dimensioni sono ridotte a qualche centinaio di metri quadri…nel nostro caso, invece parliamo di un impianto che avrà una estensione di 400.000 mq.

Le motivazioni per dire di NO all’impianto sono molte ed elencarle tutte in questa mia lettera non è cosa semplice, tuttavia ognuno di voi le troverà e valuterà, ma è chiaro che la prima cosa che ognuno di noi ha a cuore è la salute (la mia zona presenta un elevata percentuale di casi di tumori, teniamo presente che qui abbiamo impianti della portata del Telespazio e la stessa Micron Technology). Quando si parla di progresso, si parla di un qualcosa che deve andare a beneficio dell’umanità. La Marsica è una Terra bella e forte e non dobbiamo permettere che per il benessere di pochi, venga compromesso il futuro nostro e dei nostri figli.

Vi prego di sostenerci con ogni mezzo a vostra disposizione.

Ciao a tutti Sefora

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