Gli atleti olimpici non sanno come allenarsi per l'inquinamento atmosferico

Olimpionici preoccupati per l'inquinamento atmosferico Che impatto ha l'inquinamento atmosferico sulle prestazioni degli sportivi? Non si sa, e gli atleti che saranno impegnati nelle prossime Olimpiadi di Pechino cominciano a chiederselo, viste le notizie non proprio rassicuranti che arrivano dalla Cina.
Si perché nonostante il governo cinese ci stia provando, quella cappa di fumo grigio denso e soffocante continua ad aleggiare sulla città di Pechino e non se ne vuole andare via. Nonostante si chiudano vecchie fabbriche inquinanti e si aprano fattorie eoliche, si costruiscano sottopassaggi e si limiti l'accesso in città a un milione di macchine, il livello dell'inquinamento atmosferico rimane quasi cinque volte più alto rispetto ai limiti di sicurezza indicati dalla Organizzazione Mondiale della Sanità.

In generale ci sono molte preoccupazioni sugli effetti che l'aria di Pechino potrà avere sugli atleti. Sappiamo che l'altitudine influisce, che caldo e umidità influiscono, e l'inquinamento? Non ci sono molti studi al riguardo, ma di certo la difficile respirabilità dell'aria cinese, che ogni anno provoca 750mila morti in tutto il paese, non sarà di aiuto alle prestazioni sportive. Si preoccupano soprattutto gli atleti impegnati in gare di resistenza, come fondo, marce e maratone. Il dubbio è, arrivare a Pechino un po' prima per adattarsi o arrivare all'ultimo secondo con i polmoni il più puliti possibile e sperare bene? Se ad esempio arcieri e tiratori al piattello, impegnati in sport di concentrazione più che di sforzo fisico, possono indossare delle maschere, un maratoneta che può fare? Adattarsi all'inquinamento aiuterà le prestazioni sportive o porterà l'atleta ad ammalarsi?

Il presidente del Comitato Olimpico Internazionale Jacques Rogge ha dichiarato che alcune gare di resistenza potrebbero essere posticipate, per evitare di combinare inquinamento atmosferico e alta umidità di agosto che potrebbero creare seri disagi agli atleti. La squadra australiana si sta organizzando con una equipe medica di 80 persone, una ogni sei atleti circa, per studiare gli effetti della combinazione di caldo, umidità e inquinamento. La campionessa dei 10mila metri ad Osaka, l'etiope Tirunesh Dibaba, ha dichiarato che potrebbe decidere di correre una sola gara per non compromettere troppo le sue condizioni fisiche. Il campione irlandese dei 400 metri David Gillick ha già detto che cercherà di restare nel ritiro che l'Irlanda pensa di fare in Giappone e spostarsi a Pechino all'ultimo momento utile, rinunciando allo spirito del villaggio olimpico e di tutto ciò che gira intorno all'evento.

Non rimane che sperare che per l'anno prossimo il cielo di Pechino sia stata ripulito completamente. Ce lo auguriamo per gli atleti e per tutti i cinesi che ci vivono. Da questo punto di vista queste Olimpiadi potrebbero essere una manna dal cielo (appunto).

Via | G-forse.com

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