Clima, parole parole parole al vertice Apec

Sidney Di tante questioni, problemi e obiettivi si è parlato al vertice dell'Apec (Organizzazione economica Asia-Pacifico) in Australia. Qualcosa è stato pure firmato sul tema “cambiamenti climatici”, ma con obiettivi non vincolanti. C’e chi questo documento lo definisce “una importante pietra miliare” (Primo ministro australiano John Howard), che invece (Greenpeace) parla di “distrazione” piuttosto che “dichiarazione”.

Il documento siglato dai paesi partecipanti al vertice, e che vede tra i protagonisti gli Stati Uniti, si pone l’obiettivo di ridurre almeno del 25% l'intensità energetica (ovvero l’insieme di energia necessaria per produrre un dollaro di Pil) dei 21 stati membri da qui al 2030. Tra i buoni propositi anche quello di incrementare le foreste in Asia.

Come in qualsiasi vertice dei potenti non sono mancate le proteste. “No alla guerra in Iraq”, questo è stato il primo messaggio dei manifestanti. Al secondo posto la richiesta per un maggiore impegno contro i cambiamenti climatici. Da quanto riportato in giro la situazione sembrava essere sottocontrollo anche se qualcuno “molto pacificamente” (c’è da dirlo) ha fatto sentire la sua voce mostrando il sedere a presidente statunitense Bush. D'altronde come ha detto l'organizzatore dell'evento, Will Saunders, alla Reuters "Bush mostra da anni il suo sedere al mondo su qualsiasi cosa, da Kyoto (il protocollo sul cambiamento del clima) alla guerra al terrore e questa è un'occasione per la gente di mostrargli il loro”.

» Reuters
» Apec leaders reach climate deal - BBC

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