I Mondiali di Rugby sono sostenibili

Rugby sostenibile

Siete mai stati a vedere una partita di Rugby? Io una sola, la storica vittoria contro il Galles della nazionale nel Torneo Sei Nazioni il 10 Marzo scorso. Ho visto di persona quanto questo sport sia duro ma civile, corretto, gioviale. Ho ballato e bevuto con i gallesi prima della partita e ho ricevuto i loro complimenti dopo per la nostra vittoria. Ora che c'entra tutto questo con EcoSport? A dire il vero nulla, era per dire che già di suo il Rugby è davvero uno sport che merita rispetto. Ma da quando ho letto la notizia che vi riporto ha acquistato ancora più fascino e rispetto nella mia personale classifica.
La Coppa del Mondo appena cominciata in Francia (forza Pierre Berbizier portaci nei quarti!!) è un evento sportivo pensato in chiave di studio e riduzione degli impatti ambientali. Ora vediamo in che modo.

Gli organizzatori del Mondiale hanno studiato insieme alla ADEME (Agenzia per l'Ambiente e l'Energia) l'impatto ambientale della manifestazione, e sono arrivati alla conclusione che, calcolando gli spostamenti di squadre e spettatori e i consumi degli spettatori a casa, al termine dei 45 giorni di gare saranno stati prodotti 570mila tonnellate di CO2. Saranno prodotti inoltre 778 tonnellate di rifiuti negli stadi e consumati in totale 4,7 GWh di elettricità.
Ma bene, e allora che si fa?

Primo, mettiamo un po' di pannelli solari sugli stadi. Come i 2600m2 di pannelli fotovoltaici sul tetto dello stadio di Saint-Etienne raccordati alla rete. Secondo, usiamo il treno e non l'aereo per trasferire le squadre da una città all'altra. Terzo, se proprio non si può usare il treno, ad esempio in Parigi per spostare ospiti e quant'altro, usiamo auto a biocarburanti. Quarto, favoriamo il trasporto pubblico o la bicicletta per far venire gli appassionati allo stadio, ad esempio mettiamo parcheggi custoditi per biciclette. Quinto, raccolta differenziata dei rifiuti in tutti gli stadi. Sesto, prendiamo 6mila volontari che avranno il compito di sensibilizzare i tifosi su buone pratiche ambientali.
E così l'impatto totale del torneo è bello che ridotto.

Eventi di questo tipo generano molte pressioni sull'ambiente, i consumi di energia e la produzione di rifiuti durante il torneo, le emissioni dovute agli spostamenti dei tifosi, solo per citarne alcune. Ma è sempre più diffusa la tendenza a pensarci e a metterci qualche pezza, come durante le Olimpiadi di Sydney o i Mondiali di Calcio in Germania. Il Rugby non poteva essere da meno, confermando il buon nome che questo sport a pieno titolo si porta appresso.
Ora speriamo che la nostra nazionale faccia la brava e non ci deluda.

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via | greenreport.it

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