Il Mar Mediterraneo ha la febbre

Spiaggia con mare Gli equilibri naturali del Mar Mediterraneo potrebbero cambiare nel futuro: riduzione della biomassa marina, minore capacità di assorbimento di CO2 da parte del mare e alcune correnti importanti, come quella del Golfo di Trieste, potrebbero scomparire. Questo è quanto potrebbe accadere come conseguenza dell’attuale aumento di temperatura del mare. A dirlo è l’Icram (l’Istituto di ricerca sul mare) che, in questi giorni alla Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici a Roma, ha presentato i risultati dei suoi studi sul Mar Mediterraneo.

In particolare, la temperatura del nostro mare è aumentata di 2 gradi in profondità. Nel Mar Tirreno, lo scorso inverno, questa differenza rispetto alle medie stagionali si rilevava fino a 100 metri di profondità.

L’Icram fa notare come a ciascuna delle tre conseguenze, dell’aumento di temperatura del Mediterraneo, corrispondano altrettante conseguenze preoccupanti. Alla diminuzione della biomassa marina corrisponde la scomparsa di una fonte alimentare importante per molti abitanti marini. Nel caso della riduzione dell’assorbimento di anidride carbonica, le conseguenze sono ormai abbastanza conosciute. Giusto per avere una idea di quanta CO2 è rimasta per aria, alla Conferenza nazionale sul clima si è valutato che lo scorso anno non sono state assorbite dalle 400mila alle 500mila tonnellate di anidride carbonica, considerando la zona di mare che va dal Golfo di Napoli alle Eolie. La scomparsa di alcune correnti mette poi in pericolo i nostri mari che rischiano di diventare sempre più fermi e quindi sempre più caldi. Senza più la corrente del Golfo di Trieste guai seri interesserebbero il nostro Mar Adriatico già da tempo afflitto dal problema mucillagine.

Via | Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici

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