Aprire un Centro di Educazione Ambientale

Centro di Educazione Ambientale Energetica

Al convegno su ecologia e spiritualità dell'ecoistituto del Veneto ho conosciuto Gaetano e Rosita, che hanno aperto un centro di Educazione Ambientale in provincia di Pavia. Offrono laboratori sull'energia, sul riciclo, sul turismo lento e sostenibile e momenti di riflessione su sogni e bisogni.

Come e' fatto il vostro CEA?
Praticamente abbiamo riadattato casa nostra, allestendo una sala proiezioni in mansarda e chiudendo dei portici per ospitare i laboratori. Di solito vengono due classi alla volta (per ottimizzare il trasporto in pullman) quindi dobbiamo poter ospitare una cinquantina di bambini o adulti per volta.
Oltre ai locali di cui sopra, si possono vedere i nostri impianti che sfruttano fonti di energia rinnovabili: fotovoltaico, solare termico, eolico e abbiamo in progetto anche un sistema di fitodepurazione.

Prima di aprire il CEA, che cosa facevate?
Vivevamo nell'hinterland milanese. Rosita insegnava italiano agli stranieri e Gaetano era responsabile per il sud Europa di una multinazionale informatica. Non ci piacevano molto i ritmi di vita a cui eravamo costretti.

Come è nata l'idea di aprire una attività ecologica?
Rosita ha frequentato un corso finanziato dal Fondo Sociale Europeo sull'imprenditorialità femminile. E' stata lei la prima a lasciare il lavoro per far partire il CEA, poi anche Gaetano ha fatto il grande passo. All'inizio per lui non e' stato facile lasciare una posizione sicura e di prestigio, ma era convinto di fare una scelta che avrebbe migliorato la sua qualità della vita.

Rimpiangete qualcosa della vita milanese?
A Rosita manca il teatro. Adesso abitiamo in campagna e per andare a Milano bisogna farsi un'ora di macchina, oltre che trovare una baby-sitter, visto che amici e parenti abitano lontano. Andare a teatro una sera diventa una impresa. Abbiamo sostituito le uscite a teatro e al ristorante con le cene a casa di amici. Sia per "tirare la cinghia" che per recuperare la dimensione della convivialità e del contatto umano.

Che difficoltà avete incontrato nel lanciare il CEA?
Difficoltà a fare rete con le iniziative già avviate e difficoltà a scambiare esperienze. Abbiamo bussato ad un sacco di porte che sono rimaste chiuse. Difficoltà a far comprendere a chi non ci conosce la qualità del nostro lavoro, che richiede tempo, competenze e tanto lavoro di preparazione, mentre spesso in giro si trovano proposte più scadenti a prezzi inferiori. Ancora oggi e' difficile far quadrare i conti, specie con tre bambini in crescita. Poi abbiamo imparato a presentare progetti e a vincere i bandi e siamo riusciti ad accedere a qualche finanziamento.

Che tipo di persone vengono a vistarvi?
Vengono molte scuole, ma abbiamo anche gruppi di adulti, specie per la parte sulle energie rinnovabili.

Che tipo di pubblicità fate?
Abbiamo un sito internet (www.energetica.it) e siamo inseriti nella lista dei CEA di Legambiente, ma ci basiamo molto sul passaparola. Chi e' stato da noi ed e' rimasto soddisfatto dell'esperienza ci manda amici e colleghi.

Avete concorrenza?
Molta, specie da grandi associazioni che si basano sul volontariato. Noi vogliamo vivere di ecologia, non usarla come passatempo o per fare una esperienza da mettere nel curriculum. Ci sono poi anche alcune cooperative e i progetti di educazione ambientale degli enti pubblici, oltre ad una miriade di attività extracurricolari tra cui gli insegnanti possono scegliere, dalla pittura al teatro, fino ai laboratori di lettura e di musica.

Come pensate si svilupperà il vostro business?
Speriamo in bene. Per ora, a sei anni dall'inaugurazione, non abbiamo ancora raggiunto il punto di sussistenza. Integriamo i guadagni del CEA con l'affitto del nostro appartamento milanese. Il trend e' comunque positivo, per cui abbiamo buone speranze di farcela.

Ve lo auguriamo di cuore! Buon lavoro ragazzi!

» Info: Energetica
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