Basilicata, terra di trivelle e bonus benzina

La Basilicata è una terra ricchissima di idrocarburi; non è una novità, ci hanno già pensato Eni, Total, Shell e le altre sorelle a gettarsi in picchiata sulla preda petrolifera lucana, una corsa all'oro nero insostenibile per l'ambiente.

I guai del lago del Pertusillo, i veleni di Viggiano, l'inquinamento della val Basento, della val D'Agri, l'aria sempre più pesante della terra lucana, si è deciso, ha un prezzo: precisamente poco più di 44 milioni di euro, a tanto ammontano i proventi delle royalties che verranno erogati tramite bonus benzina ai 320mila patentati lucani.

Per "ovviare" alle problematiche di inquinamento, insomma, si regala ai patentati (quindi non a tutti i cittadini) la possibilità di inquinare di più: un'idea leggermente controsenso.

La Ragioneria dello Stato ha infatti appena firmato il decreto che liberalizza i fondi del bonus idrocarburi per la seconda annualità, trasferendo le somme dal Ministero dello Sviluppo Economico al conto operativo dello stesso Ministero presso Poste Italiane; un bonus che questa volta è più corposo, arrivando a 140 euro e 25 centesimi a patentato lucano.

Il baratto benzina/ambiente, la svendita della coscienza ambientale di un'intera regione, è un po' come le brioche di Maria Antonietta: bestiale. L'avvelenamento del territorio lucano mitigato con un pieno di benzina è il tentativo di far dimenticare ai lucani lo scempio ambientale che le trivellazioni petrolifere causano tutti i giorni, e che i nuovi progetti potrebbero aggravare.

La Regione Basilicata, che da un lato approva la moratoria petrolifera e dall'altro attiva l'iter per le VIA (Valutazione d'Impatto Ambientale) Eni per i permessi Monte Foi (su un'area vincolata) e San Fele mentre Shell annuncia ricerche di idrocarburi nel nel Mar Jonio, è bulimica di petrolio: ne ha in quantità (l'80% del petrolio italiano), è il più grande giacimento europeo, e lo fa sfruttare indiscriminatamente:

Crediamo che le perforazioni non siano compatibili con i modelli di sviluppo che intendiamo perseguire. Faremo tutto quanto è in nostro potere per bloccare le estrazioni che non possono portare alcun vantaggio al territorio.

denuncia il sindaco di Picerno, Valeria Russillo.

I sindaci sono ormai l'ultimo baluardo istituzionale nel tentativo di tutelare il territorio lucano dallo scempio delle estrazioni indiscriminate, sentendosi abbandonati persino dalla Regione.

Proprio quella Regione Basilicata che, giusto l'altroieri, si è vista bocciare per incostituzionalità la legge regionale 16/2012, proprio quella moratoria rivelatasi un bluff su tutta la linea.

Via | Gazzetta del Mezzogiorno
Foto | Flickr

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