Zara risponde a Greenpeace sull'abbigliamento inquinato da interferenti endocrini

Qualche giorno fa Greenpeace ha pubblicato assieme a un dossier Toxic Threads The Big Fashion Stitch-Up la lista dei nomi delle 20 aziende di abbigliamento che inquinano di più. Zara ha inviato una risposta a quanti ne hanno fatta richiesta (la trovate dopo il salto); a me è stata girata da Greenpeace con la richiesta che se fosse necessario potrei chiederne conferma a Zara.

Necessaria premessa: Ecoblog aveva anticipato l'immenso impatto inquinante dell'industria (pesante) tessile sulle acque e il suolo in Cina pubblicando lo scorso aprile il rapporto degli attivisti cinesi dell'IPE che denunciavano l'inquinamento delle acque a causa dell'elevata e incontrollata produzione tessile di 6000 fabbriche cinesi per i grandi marchi della moda occidentale, ovvero dell'outsourcing. I marchi coinvolti sono i medesimi poiché sono quelli che si riforniscono per lo più in paesi terzi per la produzione. Zara in quell'occasione come riferì l'IPE, si rifiutò di rispondere assieme a tanti altri.

Il test di Greenpeace invece ha analizzato 141 capi acquistati in 29 paesi presso rivenditori autorizzati in ogni angolo del Pianeta di Benetton, Jack & Jones, Only, Vero Moda, Blažek, C&A, Diesel, Esprit, Gap, Armani, H&M, Zara, Levi’s, Victoria’s Secret, Mango, Marks & Spencer, Metersbonwe, Calvin Klein, Tommy Hilfiger, and Vancl. I risultati sono scoraggianti: in 89 capi sono stati riscontrati interferenti endocrini come gli ftalati in capi di abbigliamento di Zara, Metersbonwe, Levi, C & A, Mango, Calvin Klein, Jack & Jones e Marks & Spencer (M & S); ammina una sostanza cancerogena usata nei coloranti azoici è stata riscontrata in due capi di Zara prodotti in Pakistan e venduti sul mercato in Libano e Ungheria.

Zara ha risposto alla campagna di Greenpeace Detox sostenendo la "volontà" di ridurre la contaminazione da sostanze chimiche pericolose e precisando:

Possiamo assicurare che Inditex segue al 100% tutto il processo di produzione e il rispetto rigoroso delle norme di sicurezza più esigenti e gli standard più elevati. Inditex Group persegue "sicurezza" e "salute" con i paesi di tutto il mondo e seguendo la legislazione più esigente in vari settori, come pure i nostri fornitori globali devono attenersi rigorosamente alle linee guida mantenendo controlli periodici per garantire la loro piena attuazione.
Sui risultati delle analisi di Greenpeace, Inditex Group hanno da tempo concentrato analisi di laboratorio indipendenti. Questi laboratori indipendenti hanno stabilito che i nostri prodotti soddisfano pienamente i requisiti sanitari, la tutela della sicurezza dei consumatori, così come rispetto permanente per l'ambiente.

Inditex Group sottolinea il nostro rispetto e impegno per l'ambiente e da tempo adotta politiche per incoraggiare i nostri fornitori a lavorare insieme per la tutela ambientale (per i dettagli, si prega di visitare il nostro sito ufficiale: [https://www.Inditex.com/en / corporate_responsibility / ambientale / Politica], così come indicato nel nostro rapporto annuale [https:// www.inditex.com / it / press / informazioni / annual_reports]).

Già da qualche mese Inditex Group ha avviato il dialogo bilaterale con Greenpeace, per realizzare uno studio di fattibilità convincente e concrete proposte. Lo scorso 19 novembre sulla base del dialogo con aperto con Xia, Inditex Group ha scritto a Greenpeace che incoraggia proprio il rispetto dell'ambiente nel settore tessile e nella lettera è stato ricordato: "Inditex ha ribadito gli impegni ambientale e di apertura verso una politica trasparente e di comunicazione, per tutte le persone, tra cui i fornitori tenuti in assoluto rispetto e più volte abbiamo ribadito che siamo disposti all'azione, e che da maggio abbiamo raggiunto l'obiettivo delle emissioni zero in tutto il mondo.

Risponde anche Martin Hojsik coordinatore della campagna Detox che ha detto:

Altre aziende, come H & M, hanno agito sulla questione, cosa sta tenendo indietro Zara? Zara non ha un protocollo chiaro, né un approccio olistico e trasparente al problema dell'inquinamento delle acque tossiche, e questo è qualcosa per cui è necessario che rispondano con urgenza.

Foto | Greenpeace

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