Enel condannata per pubblicità occulta

enel clima killer

Sembra che qualcuno l'anno scorso si sia rotto le scatole di farsi prendere per i fondelli dalle campagne pubblicitarie delle multinazionali. E' di ieri la notizia che Enel ha ricevuto una sanzione da pagare per il reato di "pubblicità occulta".

Correva l'anno 2006 quando sfogliando su un numero della rivista Linus ci si poteva imbattere in una articolo che titolava: "Enel.si efficienza energetica e risparmio in bolletta per famiglie ed imprese" e più sotto un altro: "Enel tra i leader nel mondo per le fonti rinnovabili" (ndr ahahahahahah che ridere).

Un italiano che ha un minimo di ricettività alle tematiche ambientali, trovandosi di fronte un testo del genere, si sarebbe fatto una grassa risata pensando che l'autore avesse alzato un po' troppo il gomito prima di mettersi davanti al suo computer a scrivere. Osservando però con un pelino più attenzione i due testi, si poteva notare come quella che a prima vista sembrava un normale articolo di una delle rubriche della rivista, avesse qualcosa di strano. Il carattere con cui era scritto era simile a quello usato nelle altre pagine redazionali, così come pure la formattazione e l'impaginazione: simile, ma non uguale. Ecco dunque spiegato l'arcano. Trattavasi di una pubblicità camuffata da articolo.

A quanto pare un lettore, avendo perso le staffe per l'ennesimo abuso di disinformazione, deve aver sporto denuncia all'antitrust. La sentenza è la seguente: Enel (e l'agenzia pubblicitaria con cui ha creato la pagina) è stata ritenuta colpevole di aver commesso il reato di "pubblicità occulta". La sanzione non è granché (18000 euro). L'unica consolazione che si puo' avere da questo tipo di notizia è che, una volta tanto, il consumatore puo' prendersi la sua piccola rivincita contro gli abusi comunicativi e pubblicitari delle grandi aziende.

Ci farebbe piacere che "il fare" della cattiva pubblicità fosse corrisposto dal "ricevere" della cattiva pubblicità. Come? basterebbe che giornali e Tv parlassero di "rivincite" come queste per buttare un po' di fango sui sempre scintillanti appeal delle grandi aziende. Purtroppo questi avvenimenti sono più rari che unici visto che questo genere di notizie, se si escludono le solite finestre del web sociale difficilmente vengono a galla.

PS: se siete testimoni di pubblicità ingannevoli o palesemente false segnalatecele, proveremo (nel nostro piccolo) a rendere "pan per focaccia" a chi le ha prodotte!

via egazzette.it

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