Si apre a Doha la COP18 inutile conferenza mondiale sui cambiamenti climatici

Puntuale torna l'annuale e inutile conferenza sui cambiamenti climatici voluta dall'ONU, siamo alla COP18 che tiene questa volta a Doha (la foto in alto è stata postata su twitter da Wedo). Insomma il carrozzone itinerante si sposta ancora una volta e dopo Copenhagen, Cancun, Rio e Durban sbarca in Qatar paese ricco di petrolio, gas e sceicchi con quali speranze davvero non si sa.

Giustamente stamattina il New York Times si chiede se siamo alla fine di questo genere di appuntamenti peraltro lunghissimi visto che i lavori termineranno il prossimo 8 dicembre.

La Banca Mondiale lancia l'allarme sulle conseguenze che i cambiamenti climatici avranno sull'economia mondiale; l'Europa pure lancia l'allarme; Obama ha cavalcato Sandy che gli ha fatto vincere le elezioni presidenziali ammettendo che si il clima sta cambiando ma...nessuno poi prende seriamente impegni. Anzi, se proprio dobbiamo dirla tutta si cerca in ogni modo di eludere le poche promesse che i capi di Stato, i grandi detta terra come amano definirli i giornali del mainstream a stento e forzatamente si erano scambiati lo scorso anno. Insomma alla fine una domanda regna sovrana su tutte: ma il Protocollo di Kyoto è vivo o è morto? Gli Usa non l'hanno mai sottoscritto adducendo come motivazione il senso di libertà che contraddistingue gli americani: non inquinano per responsabilità personale e non perché imposto (mah!) e a Durban quando nacque il Kyoto2 sono venute a mancare Russia, Giappone e Canada.

Insomma a mano a mano che si procede nell'identificare in concreto gli impegni da prendere per controllare il riscaldamento globale del Pianeta si perdono pezzi importanti di impegni e adesioni. In Qatar chi perderemo ancora?

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