Qualcosa di verde nella finanziaria

Sabato scorso, a Roma, Prc, Sd, Verdi e Pdci hanno presentato un documento congiunto con i loro desiderata da inserire nella prossima finanziaria. Secondo i firmatari "basterebbe accogliere e realizzare il piano infrastrutturale presentato per fare una finanziaria che alimenta i cambiamenti climatici anziché contrastarli."

Tra le proposte spicca quella di introdurre l'obbligo di calcolo della CO2 per ogni scelta pubblica. Visto che la CO2 emessa e' un costo per lo Stato (che ci paga le multe per il mancato rispetto delle quote) sarebbe quanto meno corretto metterlo a preventivo.

Pecoraro Scanio ha inserito nelle richieste ''L'energia, con finanziamenti per il solare anche se bisognerà affrontare la lobby trasversale in Parlamento legata a inceneritori e aziende petrolifere. Bisognerà puntare inoltre su un piano-case integrato con incentivi per la bioedilizia e offrire un'alternativa valida alle macchine potenziando il trasporto pubblico''.
Lo scontro non sarà tanto sugli incentivi ai comportamenti virtuosi (un contentino si dà a tutti), quanto sui disincentivi richiesti per le centrali a carbone e simili e le infrastrutture di mobilità insostenibile.

Il ministro verde Pecoraro Scanio ha minacciato di non votare la finanziaria, se non verranno risolte alcune annose questioni come il blocco di spesa che affligge i parchi naturali. Staremo a vedere come saranno accolte queste richieste della "sinistra radicale".

» Le eco proposte di Prc, PdCi, Sd e Verdi su Aprile on line

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