Rifiuti: il Consorzio Priula, dove si paga quanto si inquina

Logo consorzio priula Riprendiamo il tema delle buone pratiche territoriali in materia di rifiuti, in particolare di raccolta differenziata. Il Consorzio Priula ne è uno degli esempi richiamati da Legambiente nella campagna “Puliamo il mondo”: 23 comuni della provincia di Treviso riuniti in un Consorzio per sviluppare un sistema di raccolta dei rifiuti intelligente. Come per il caso di Mercato San Severino anche qui viene applicata la raccolta differenziata “porta a porta”: ogni famiglia è fornita di bidoncini con diversi colori a seconda del tipo di rifiuto: carta e il cartone, vetro-plastica-lattine, frazione umida, erba e il secco non riciclabile.

La raccolta domiciliare ha permesso il raggiungimento degli obiettivi fissati dal decreto Ronchi. In particolare, il provvedimento prevede l’obbligo di assicurare una raccolta del 15% entro due anni dalla data di entrata in vigore del decreto; 25% entro quattro anni e 35% entro il sesto. I comuni del Consorzio hanno dimostrato performance così positive da vincere, lo scorso luglio, l'edizione 2007 del riconoscimento di Legambiente "Comuni Ricicloni". Al primo posto il comune San Biagio di Callalta con una percentuale di differenziata dell’80%.

“Chi inquina paga” è lo slogan utilizzato dal Consorzio stesso per spiegare la tariffazione, ispirata ad un sistema di premialità. Vediamo come funziona: il contenitore per il secco non riciclabile lavora come un contatore grazie ad un dispositivo elettromagnetico. Al momento della raccolta viene registrata l’utenza a cui appartiene il contenitore. Ad ogni raccolta corrisponde uno scatto (ad esempio 10,23 euro per 120 litri di rifiuti) che verrà calcolato in bolletta insieme ad una quota fissa pari a poco più di 80 euro. Il circolo virtuoso su cui si basa è il seguente: +raccolta differenziata=-secco non riciclabile=-scatti in bolletta= risparmio per le tasche dei cittadini.

Via | Consorzio Priula

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