Fine dei sussidi per non coltivare

campi di grano nuovamente coltivati in Europa. foto Jams_123I prezzi del grano sono aumentati, le scorte sono diminuite, il raccolto 2006 e' stato scarso e quello del 2007 si prevede ancora peggiore. In queste condizioni la commissaria all’agricoltura e allo sviluppo rurale Mariann Fischer Boel pensa che sia ora che in Europa si ricominci a coltivare grano.

La Comunità Europea paga da 15 anni gli agricoltori per lasciare incolta la terra. In Europa si produceva troppo grano, troppo vino e troppo latte e l'offerta era talmente alta da far scendere troppo i prezzi. Ecco l'idea di lasciare a riposo il 10% delle terre agricole, pagando come se quelle terre fossero state coltivate.

La riduzione del tasso di ritiro dal 10% allo 0% dovrebbe consentire un aumento della produzione pari almeno a 10 milioni di tonnellate di grano. Non e' una misura obbligatoria, chi vorrà potrà continuare a lasciare incolta parte delle sue terre, aderendo ai sussidi.

Dal punto di vista ecologico, un terreno lasciato stabilmente incolto e' preferibile, rispetto ad uno lasciato incolto per un solo anno dalla rotazione agricola. Vi si possono stabilire comunità vegetali ed animali un pochino più evolute di quelle casuali e pioniere del secondo caso. Stiamo parlando di 3,8 milioni di ettari di terreno agricolo lasciato alla Natura.

» Cereali: la Commissione propone di fissare a zero il tasso di ritiro obbligatorio per le semine dell'autunno 2007 e della primavera 2008. Dal sito dell'Unione Europea

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