Pesca del tonno rosso, Italia indisciplinata

Pesca del tonno rossoAvevamo già parlato del rischio estinzione del pregiato tonno rosso a causa della pesca eccessiva praticata per lungo tempo. Lo scorso gennaio la Commissione internazionale per la protezione dei tonni nell'Atlantico (ICCAT) aveva stabilito le quote della pesca della specie tra tutte le parti aderenti all'organizzazione, tra cui l’Europa e i suoi Stati membri. L’Italia sembra però essere stata un po’ indisciplinata, meritandosi una bella procedura di infrazione da parte della Commissione Europea: non abbiamo infatti inviato all’Europa, entro la scadenza prevista, i dati relativi alle catture del tonno rosso nell'Atlantico orientale e nel Mediterraneo. Tra i cattivi della classe anche Cipro, Francia, Grecia, Malta, Portogallo e Spagna.

L’invio all’Europa di questi dati è essenziale per verificare se ogni Stato ha rispettato la quota di pesca assegnata in virtù del programma di controllo dello stock di tonno rosso stabilito dall’ICCAT. Ora l’Italia e gli altri paesi hanno un mese di tempo per rispondere.

Greenpeace Italia risponde però bacchettando l’Europa: "L'Ue dovrebbe verificare anche le sue responsabilità per la distruzione del tonno rosso. Negli anni scorsi l'Europa e gli Stati Membri hanno stanziato milioni di euro per aumentare a dismisura lo sforzo di pesca su questa specie. Mai più un euro a chi sta saccheggiando i nostrimari!", ha detto Alessandro Giannì, responsabile della Campagna Mare dell’associazione. L’unico modo per evitare l’estinzione del tonno rosso è dimezzare le quote fissate, attualmente intorno alle 29mila tonnellate in totale, e istituire riserve marine.

Secondo Michele Candotti e Roberto Burdese, responsabili del WWF e Slow Food “La gravità è data dalla sovrapposizione dei due estremi della procedura di infrazione aperta contro l'Italia, ovvero la mancata comunicazione dei dati sulla pesca del tonno rosso e il mancato controllo di questo tipo di pesca. Infatti in assenza di dati sul pescato appare impossibile fare previsioni per la tutela dello stock e rispettare le normative comunitarie e le prescrizioni dell'ICCAT”.

La situazione sembra inoltre non essere molto chiara. Candotti fa notare come se “da una parte infatti la Ue afferma che l'Italia ha esaurito la sua quota lo scorso 24 luglio con la pesca di 4.336 tonnellate, in occasione della chiusura alla pesca del tonno dello scorso 19 settembre, dall’altro lato dice che l'Italia stessa non ha inviato i dati richiesti in tempo. E’ quindi palese come l'intera situazione non sia sotto controllo. Per questo serve un’operazione di trasparenza”.

Dalle critiche si passa alle proposte: secondo il WWF e Slow Food è necessario in Italia un ente scientifico di controllo e monitoraggio, controllo delle taglie minime, lotta alla pesca illegale e promozione delle riserve marine nell'ambito di tutto il bacino del Mediterraneo.

» Commissione Europea
» Slow Food

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