A Bergamo si fa compost di qualità

Compost di qualità a Bergamo Oggi non dovreste essere in casa davanti al computer, dovreste essere in giro a pulire il mondo. Ma nello sfortunato caso che abbiate la febbre, eccovi allora l'ultimo dei 6 casi di esempi virtuosi di riciclo dei rifiuti presentati da Legambiente in occasione del lancio della manifestazione di oggi.
Oggi parliamo di compost, ovvero del prodotto finale del riciclo dell'umido (gli avanzi da cucina) e degli sfalci di giardino. Questi prodotti vengono trattati in modo naturale (si lasciano lavorare i microorganismi in ambiente aerobico) fino ad ottenere un terriccio ricco di elementi nutritivi utilizzabile in agricoltura e nel giardinaggio. Questo processo, che chiunque può fare nel suo piccolo nel proprio giardino, se fatto a grande scala, in una azienda attrezzata, può essere anche molto redditizio.

Lo sanno i proprietari della Berco di Calcinate, in provincia di Bergamo, impianto per il compostaggio certificato ISO 14001 (standard internazionale di qualità ambientale) che tratta 60.5000 tonnellate all'anno di rifiuti organici provenienti da tutta la provincia, per produrre ammendanti e terricci per l'orto-florovivaismo. Aperta nel 2001, l'azienda ha 15 dipendenti e ha un fatturato annuo intorno ai 6-7 milioni di euro. Va bene anche alla società che ne commercializza il compost, la Fertil, che fattura 5 milioni di euro l'anno.

Se pensiamo che in Italia i rifuti trattati in impianti di compostaggio sono oltre i 2milioni e 800mila tonnellate l'anno, e che la tendenza è in aumento, possiamo facilmente immaginare come questo processo naturale sarà sempre più un affare molto redditizio. Così come in generale, come abbiamo visto negli altri post questa settimana, lo può essere il mercato del rifiuto differenziato e riciclato. Mi auguro solo che la raccolta differenziata, non solo di plastica vetro e metalli ma anche dell'umido, venga resa obbligatoria ovunque in Italia.

via | Legambiente

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